I giudici sbloccano l’appalto da 36 milioni per tre ospedali

18 Novembre 2014

Dopo 10 anni cessa lo scontro per il servizio manutenzione Il Consiglio di Stato ferma i ricorsi di due ditte escluse

PESCARA. Il Consiglio di Stato ha deciso che non ci sono più ostacoli: a 10 anni dalla prima gara d’appalto, con tre direttori generali che si sono alternati alla guida della Asl, da Angelo Cordone ad Antonio Balestrino fino a Claudio D’Amario, il servizio per le manutezioni degli ospedali di Pescara, Penne e Popoli può andare avanti senza lo spettro di un’altra sentenza che lo rimetta in discussione. L’appalto da 36,2 milioni di euro in 5 anni, così ha stabilito il Consiglio di Stato, non è stato irregolare e l’esclusione di due ditte, la Siram e la Cofely, è stata corretta.

D’Amario: l’iter è ok. «La sentenza ha convalidato il buon operare della Asl come stazione appaltante nella fornitura di calore, energia e manutenzione», questo il commento di D’Amario che, arrivato nel 2009, si è trovato a gestire un appalto intrecciato in uno scontro giudiziario tra imprese concorrenti. Complicazioni su complicazioni che lo stesso Consiglio di Stato ha ammesso dividendo le spese del giudizio tra le parti in causa: «La complessità della questione suggerisce la compensazione integrale, tra tutte le parti, delle spese del presente giudizio», hanno scritto il presidente Gianpiero Paolo Cirillo e i consiglieri Bruno Rosario Polito, Hadrian Simonetti, Silvestro Maria Russo e Lydia Ada Orsola Spiezia.

Via libera all’appalto. Il giudizio del Consiglio di Stato sull’appalto ha chiuso la partita anche se un giudizio resta ancora pendente: in attesa della pronuncia del Consiglio di Stato, Siram e Cofely hanno fatto ricorso al Tar di Pescara contro l’aggiudicazione dell’appalto a un raggruppamento temporamento di imprese formato dal Cns di Bologna (Consorzio nazionale servizi) e da una ditta di Pescara, la Omnia Servitia. «Il Consiglio di Stato ha confermato l’esclusione delle due imprese decretando legittimo l’iter seguito dalla Asl», spiega Tommaso Marchese, avvocato che ha assistito la Asl. Con la sentenza del Consiglio di Stato, il Tar, all’udienza del 20 novembre prossimo, non dovrebbe fare altro che adeguarsi: «Il segnale è chiaro», dice Marchese.

Dieci anni di udienze. Un appalto contestato da 10 anni: la Asl ha bandito la prima gara d’appalto nel 2004 con l’allora manager Cordone. Poi, dal 2004 al 2011, sono seguiti 7 anni di scontri giudiziari con il servizio assicurato tramite proroghe. Con D’Amario direttore generale, la prima gara è stata azzerata e la Asl ha bandito una nuova procedura con 7 ditte in gara. nel 2013 due raggruppamenti temporanei di imprese esclusi – il primo è tra Cofely Italia e Manitalidea spa e Siram spa, il secondo tra Combustibili Nuova Prenestina srl – hanno impugnato gli atti della gara per il global service. Il Tar di Pescara, con una sentenza del 16 dicembre 2013, ha bocciato i due ricorsi delle aziende escluse legittimando la posizione della Asl. Dopo la pronuncia dei giudici pescaresi, le ditte escluse hanno fatto appello al Consiglio di Stato. In attesa della sentenza, il 12 maggio scorso, a ridosso delle elezioni regionali, l’appalto è stato affidato a un raggruppamento temporaneo di imprese formato dal Consorzio nazionale servizi (Cns) di Bologna e da un’azienda di Pescara, la Omnia servitia srl. Un appalto milionario: 36.199.475 euro (31.199.475 come importo quinquennale dei lavori e 4.700.000 come «servizi extra canone per “adeguamento normativo impiantistico ed edile”»).

Lavori a Pescara. Un appalto che riporta a Pescara: La Omnia servitia, costituita nel 2003, ha sede in via Ragazzi del ’99, si occupa di «manutenzione, riqualificazione e razionalizzazione energetica degli impianti tecnologici, termici e idrici» e impiega 23 dipendenti. La ditta è controllata dalla Colasante holding srl di Mozzagrogna, società che detiene tutte le quote del capitale sociale di 102.400 euro. In base alla visura camerale, l’amministratore unico è Camillo Desiderioscioli, di Guardiagrele, socio unico è Antonio Colasante srl di Mozzagrogna e il responsabile tecnico è Quirino Di Crescenzo di Guardiagrele.

©RIPRODUZIONE RISERVATA