I guardiani dei cassonetti in cerca di cibo e metalli

16 Giugno 2016

Ci si tuffa nella spazzatura per disperazione, ma in molti fanno affari d’oro

PESCARA. «La banda dei cassonetti tiene la città sotto controllo». Un fenomeno in espansione, secondo il direttore generale di Attiva Massimo Del Bianco, che lancia l'allarme sui cercatori di rifiuti. Una città a due facce: da una parte poveri e anziani con la testa infilata nei contenitori posti vicino a supermercati e mercati rionali, a caccia di cibo scaduto o andato a male, per sfamarsi. Dall'altra, stranieri perlopiù che si tuffano, fisicamente, e riemergono, dai contenitori dell'immondizia a caccia di metalli pregiati, ferro e rame soprattutto, da rivendere al mercato nero per fare affari da capogiro.

«La città è tenuta sotto controllo da questa gente», sostiene Del Bianco, «sono tantissimi, uomini e donne, stranieri, perfettamente organizzati e divisi in zone. Fanno la guardia ai cassonetti e quando arriviamo noi è già tutto sparito. Non facciamo in tempo a raccogliere le segnalazioni dei cittadini sui materiali ingombranti da lasciare nelle vicinanze dei contenitori, che quando arrivano le nostre tre squadre incaricate del ritiro del materiale non trovano più nulla».

Una gang del cassonetto «che fa paura» tanto è organizzata e che «va in giro per la città a raccattare metalli preziosi». Un mercato fiorente, quello del rame e del ferro, in particolar modo, metalli che vengono venduti a prezzi esorbitanti «centinaia di euro al chilo».

«Non possiamo presidiare e tenere sotto controllo i cinquemila cassonetti della città», aveva detto Del Bianco nei giorni scorsi, «ma Attiva sta lavorando anche per contrastare questo fenomeno, con il ritiro graduale, entro i prossimi tre - quattro anni, di tutti i grandi contenitori sparsi per la città».

Come è stato fatto per gli stabilimenti balneari, dentro i quali sono sorte mini isole ecologiche e gli operatori, ogni sera, trascinano i sacchi ricolmi di immondizia verso il mare e un mezzo di Attiva li ritira durante la notte.

Del Bianco annuncia che nei prossimi giorni sarà avviata la soppressione dei cassonetti di via Raiale. Al loro posto sorgeranno isole ecologiche nelle vicinanze delle abitazioni, con cassonetti più piccoli degli attuali, in cui conferire rifiuti organici, ma l'obiettivo è soprattutto incentivare la raccolta differenziata. Ad alcune utenze, palazzi meno affollati, saranno consegnati i mastellini colorati per la differenziazione dell'immondizia, che una volta ritirata viene trasportata dagli operatori di Attiva in località diverse: l'umido e le potature delle piante a Chieti, le alghe a Pineto e plastica, vetro e metalli a Ortona.

Operazioni di smantellamento cassonetti per le vie della città che richiedono tempo, anni, e una riqualificazione del parco mezzi, spiega il direttore generale: «Dovremo sostituire gli automezzi con altri di dimensioni più piccole e formare con i corsi gli operatori alla guida». E nel frattempo, cercare di arginare un fenomeno in fermento ad opera di persone capaci di aggirare i controlli delle forze dell'ordine o di disperati, che mettono sottosopra cumuli di immondizia cercando materiale per “svoltare la giornata”.

Alcuni giorni fa, in via Vomano a Santa Filomena e in via Monte Faito, vicino all'ospedale, due giovani, un uomo e una donna, rovistavano tranquillamente dentro i cassonetti ignari che pochi metri, più in là, dietro una curva, una pattuglia dei carabinieri effettuava i controlli di rito agli automobilisti di passaggio.

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