I locali di via Battisti si dettano le regole

La Confesercenti: «Pronto un codice di autoregolamentazione, ma la movida non si può spegnere»
PESCARA. Sulla movida in via Battisti e sulle polemiche infinite con i residenti, a difesa di chi ha investito sulla riqualificazione del territorio, interviene Confesercenti con il direttore Gianni Taucci. «Una città come Pescara», dice, «non può prevedere lo stop al divertimento negli orari consentiti. Tra gli impegni degli operatori, tra l’altro, c'è quello di non utilizzare mezzi musicali per affiancare la loro attività all'intrattenimento della zona».
«Tanto più», afferma Taucci, «che in una realtà che coinvolge una settantina di imprenditori, con almeno 400 addetti, un indotto importante e tante famiglie che la sera frequentano i locali di piazza Muzii, non ci sono mai stati episodi di violenza urbana».
Il direttore dell’associazione ricorda che stiamo parlando di presenze forti di migliaia di persone ogni sera, con un target di famiglie e lavoratori e intorno ai 30 anni che hanno come unico obiettivo di passare una serata in tranquillità. «Capisco le esigenze dei residenti», fa presente, «ma non ci sono le condizioni per puntare il dito contro una realtà che sta riqualificando una zona che prima era la prosecuzione di quella degradata di Santa Caterina».
Ci sono stati anche incontri con le autorità competenti e con il prefetto di Pescara Francesco Provolo. «Siamo convinti», ha precisato, «che il buon senso possa prevalere e che da parte del prefetto possano essere considerate le esigenze di chi ha investito centinaia di migliaia di euro per far diventare quella una zona di pregio». «Con la collaborazione degli esercenti», ha aggiunto «è pronto il protocollo “Esercente di qualità doc” tra amministrazione comunale e associazioni di categoria da far visionare dal comitato di sicurezza che disciplina l'accordo tra amministrazione comunale ed esercenti. Esercenti che si impegnano ad autoregolamentarsi su una serie di comportamenti virtuosi, e si sono resi disponibili ad affiancare, con proprie economie, l’amministrazione in azioni di vigilanza, comunicazione, cartellonistica informativa». Tutto questo cercando di contemperare le esigenze dei residenti: «I residenti», conclude, «puntano sul blocco dell'occupazione del suolo pubblico e orari restrittivi che andrebbero a mutilare una movida fiore all'occhiello della città, invidiata da tanti centri italiani».
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