I medici: «Siamo pronti Ma non ci sono le dosi»

È la settimana decisiva per il cambio di passo nella campagna della lotta al Covid Ma Pagano (Fimmg- i dottori di famiglia) avverte: «Ci manca la materia prima»
«Siamo pronti a vaccinare, ma mancano le dosi». L'accordo tra la Regione e i medici di base abruzzesi è già operativo, ma le vaccinazioni negli studi medici o nei locali messi a disposizione dalle Asl non sono ancora partite perché non ci sono i vaccini. Ieri le dosi somministrate erano il 90.6 per cento di quelle disponibili e l'Abruzzo è tra le prime sei regioni in Italia. Ciò significa che il sistema di vaccinazione sta funzionando alla luce della scarsa disponibilità delle scorte che, se non saranno consegnate in maniera più incisiva, entro pochi giorni, lascerebbero a piedi l'Abruzzo, come una macchina che resta a secco in attesa del rifornimento di carburante. L'accordo che segna l'avvio della collaborazione per la campagna vaccinale con i medici non potrà perfezionarsi dunque senza la materia prima. A chiarirlo è il segretario regionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), Franco Pagano.
POCHI VACCINI. «L'intesa è stata ufficializzata», chiarisce Pagano, «ma le scorte che arrivano sono talmente poche che non si è conclusa neanche la vaccinazione degli ultra 80enni. Per ora ci si è organizzati e si è approntata la macchina in attesa delle dosi. Preparare il sistema in vista dell'approvvigionamento è stata una mossa intelligente, infatti il mondo medico abruzzese ha dato la piena disponibilità al fine di vaccinare il maggior numero di persone nel minor tempo possibile. Quando arriveranno i vaccini Johnson & Johnson e nel momento in cui Astrazeneca ci inonderà di dosi allora scenderanno in campo le categorie mediche che sono già pronte. L'assessore Nicolettà Verì», continua Pagano, «in parole semplici ha preparato il campo affinché nel momento in cui ci sarà maggiore disponibilità si partirà senza necessità di ulteriori incontri e senza dover avviare nuove programmazioni. I medici, in base ai target che Governo e Regione indicheranno, sapranno quanti sono i propri assistiti candidati alla vaccinazione e si muoveranno di conseguenza. Tutto è molto semplice. Le parole d'ordine sono due: vaccini e vaccinare». E per quanto riguarda i soggetti fragili Pagano sottolinea che «chi più del medico di famiglia potrà fare una programmazione in base alle caratteristiche cliniche dei propri pazienti?». L'ACCORDO. Siglato tra Regione e sindacati dei medici di medicina generale si basa sul patto sottoscritto a livello nazionale tra Governo, Regioni e parti sociali. Un protocollo che ha fatto sì che i medici di base diventassero, finalmente, parte attiva nella campagna tesa a immunizzare il maggior numero di persone contro il coronavirus.
L'accordo che segna l'avvio della collaborazione per la campagna vaccinale è stato invece firmato in Abruzzo dall'assessore alla Salute Verì, dal segretario regionale della Fimmg, Pagano, dello Smi, Pierino Picciani, e dello Snami, Nicola Grimaldi.
L'adesione alla campagna vaccinale dei medici di assistenza primaria, di continuità assistenziale, dell'emergenza sanitaria territoriale e dei medici iscritti al corso di formazione specifica in medicina generale, avviene su base volontaria.
Ciascuna Asl provvederà ad acquisire le disponibilità. I medici potranno vaccinare nei propri studi, al domicilio dei pazienti o nei punti di vaccinazione territoriale che saranno allestiti dalle Asl nel rispetto dei protocolli di sicurezza per operatori e pazienti.
Solo in queste strutture potranno operare i medici di continuità assistenziale, di emergenza sanitaria territoriale e i medici specializzandi, nel caso i propri studi non siano adeguati. Si tratta di spazi messi a disposizione dall’Azienda sanitaria locale di riferimento.
I NUMERI. Intanto in Abruzzo la campagna di vaccinazione ha fato registrare nella giornata di ieri, fino alle 19.30, 1.450 dosi giornaliere, in particolare della Pfizer-Biontek (1.116), Astrazeneca (334) e Moderna (0). Le dosi totali ammontano quindi 146.591. Si tratta del dato giornaliero più basso dal 21 febbraio, quando furono somministrate 1.220 dosi giornaliere, quasi tutte della Pfizer.
In Abruzzo i vaccini disponibili sono 161.800, quindi è stato somministrato il 90.6% delle dosi totali. L'Abruzzo è tra le 6 regioni con la miglior performance. Ma si trova a metà classifica per quanto riguarda le dosi di vaccino somministrate rispetto al numero degli abitanti. Sono 11 in questo caso le regioni che hanno una percentuale più alta dell'Abruzzo e che quindi sono riuscite ad avere più dosi.
Se quindi la regione è in regola con le vaccinazioni somministrate rispetto alle dosi disponibili, non è altrettanto in linea con lo standard italiano per quanto riguarda le dosi consegnate dal governo in base al numero di abitanti.
In Abruzzo ogni 100mila abitanti sono arrivato 11.329 dosi. Tra i vaccinati finora 56mila sono operatori sanitari, mentre oltre oltre 36mila sono gli over 80. Il personale scolastico vaccinato ha superato le 23mila unità mentre quello delle forze armate va oltre i 5mila vaccinati. C'è poi una parte di personale non sanitario che ammonta a 17mila unità. Mancano però all'appello i soggetti fragili, la cui campagna vaccinale non è stata ancora avviata.

