«I miei ragazzi messi in salvo»

Del Principio, il preparatore di basket, racconta la fuga verso Praga
ATRI. Salvi per miracolo dall’orrore della guerra, e ora hanno la possibilità di centrare una vittoria storica per il basket ucraino. L’odissea del BC Prometey, squadra della serie A ucraina di pallacanestro, parla abruzzese: nello staff tecnico, infatti, c’è anche Matteo Del Principio, 35 anni, preparatore atletico originario di Atri. «Il presidente della squadra ci ha portato via dalla città ucraina di Dnipro, dove ci alleniamo di solito, circa una settimana prima che cominciasse il conflitto», spiega Matteo, «ora ci troviamo vicino Praga per allenarci, ma la situazione è molto difficile da gestire». Il campionato ucraino di basket è stato sospeso, ma il Prometey ora dovrà giocare le ultime partite degli ottavi di finale di Champions League, e ha buone possibilità di accedere alle final eight, che si disputeranno a maggio a Bilbao. Una grande impresa sportiva da compiere nel momento più difficile. «Sono arrivato qui in Ucraina in estate», spiega Del Principio, «ma nessuno poteva aspettarsi un’escalation simile. La nostra squadra ora è al sicuro lontano dalle bombe, ma gran parte dei nostri giocatori è ucraina e ha i propri figli piccoli sotto i bombardamenti».
Gli atleti possono continuare a giocare e allenarsi, ma molti collaboratori ucraini che gravitano attorno all’universo della squadra sono stati richiamati in patria.
«Quasi metà dei collaboratori che lavorano con noi», prosegue Matteo, «nell’area comunicazione ma anche in altri settori, è stata richiamata in patria. La squadra di pallavolo e quella giovanile di basket del nostro club, ad esempio stanno preparando cibo per il popolo ucraino, mentre altri ucraini legati alla squadra preparano combattono in città». E i giocatori?
«La loro felicità si misura da quante volte al giorno suonano, le sirene antiaereo sopra nelle città dei loro parenti». (d.b.)

