I monfortani: padre Luciano vittima di una disgrazia

1 Settembre 2015

L’ipotesi: il missionario può essere caduto sulla collina delle Apparizioni

PESCARA. «Non è verosimile né credibile che padre Luciano Ciciarelli sia stato sequestrato a Medjiugorje per via di un terreno destinato al movimento Consecratio Mundi, di cui è rappresentante. Temo, invece, che sia stato vittima di una disgrazia mentre si trovava sulla collina, in un punto pericoloso». A parlare della scomparsa del missionario di 79 anni di Civitella Casanova, avvenuta in 2 agosto a Medjugorje, in Bosnia e Erzegovina, è padre Angelo Livio Epis, il superiore provinciale dei missionari monfortani, referente del sacerdote, che nei giorni scorsi ha raggiunto la zona dove si stanno concentrando le ricerche del religioso pescarese.

Pensa a una disgrazia?

Non si affievolisce la speranza che padre Luciano sia vivo e si sia perso da qualche parte e che nessuno gli abbia fatto del male. Ma, trascorso un mese, devo pensare che si sia perso o che abbia avuto qualche incidente mentre camminava. So, da diverse testimonianze, che era intenzionato a fare qualche forma di preghiera più intensa per la pace del mondo, per i suoi poveri e i suoi progetti. Padre Luciano è un uomo di preghiera! Voleva, ad esempio, fare una via crucis notturna, una forma di penitenza legata al pellegrinaggio. La mia ipotesi è che, arrivato in cima alla montagna dell'apparizione, avvenuta proprio il 2 agosto, sia stato attirato dall’idea di andare alla montagna della via crucis. Visto dall’alto sembra un percorso facile e breve, in realtà è pieno di insidie e molto lungo. Inoltre erano giorni con temperature altissime, oltre i 40 gradi. Dalla sua foto non appariva particolarmente attrezzato con scarpe adatte. È bene, però, tenere presenti tutte le possibili strade per sapere cosa gli sia successo.

Si è parlato della possibilità che qualcuno, interessato ad eventuali speculazioni su un terreno destinato a Consecratio Mundi, abbia fatto del male al padre Luciano. Esclude che sia accaduto qualcosa del genere?

Padre Luciano era al corrente di gran parte delle difficoltà che esistono su quel terreno e non aveva titolo per poter fare trattative con nessuno. Le stesse difficoltà erano e sono evidentemente ben note ancor di più a possibili speculatori interessati a quell’area e non è verosimile né molto credibile che abbiano escogitato un piano di sequestro per fermarlo, non avendo niente da dare.

Quali difficoltà ci sono?

Va ricostruita la vicenda, che è complessa. Il destinatario della possibile donazione di quel terreno, il cui valore è molto elevato, è il movimento Consecratio mundi, che è stato fondato da padre Luka Cirimotic, è senza fini di lucro e i cui beni, in caso di scioglimento, saranno devoluti al Vescovo del territorio in cui si trovano. Il terreno di cui stiamo parlando venne acquistato da padre Luka in diverse tranche, fino al 1997, per costruire una Chiesa e una sede per il movimento. Una parte di questo terreno gli venne donata e complessivamente risultano più di trenta i proprietari originali, tra venditori e donatori. Alla morte di padre Luka, nel 2006, la proprietà è passata agli eredi e il fratello, mons. Antun Cirimotic, sacerdote della diocesi di Skopje, ha invitato tutti gli eredi a cedergli i loro diritti per cui è lui il proprietario attuale e da alcuni anni sollecita Consecratio mundi a trovare le strade per ricevere questa donazione e pone come vincolo la realizzazione del progetto di padre Luka. Chiede a noi, missionari monfortani, di vigilare sulla realizzazione del progetto del fratello morto ma non è stato fatto molto, vista la complessità del problema. Ci sono, infatti, degli ostacoli a procedere: il vescovo di Mostar non concede l'autorizzazione a insediare movimenti, gruppi e congregazioni nel suo territorio, e non si va mai contro la volontà del vescovo. Per poter acquisire la proprietà servirebbe, tra l’altro, un gruppo o una persona residente in Bosnia e Erzegovina. Da dire, poi, che il terreno in questione, con decreto del comune di Citluk, è destinato nel piano urbanistico ai soli edifici di culto ed ecclesiastici. Non può essere pertanto utilizzato per speculazioni edilizie o per hotels. Un altro problema: il Registro di proprietà della terra e il Registro del catasto, che sono due cose diverse, prevedono due estensioni differenti di quel terreno (19.400 mq uno e 25.130 l’altro), nel senso che l’estensione non è stata definita con un unico decreto. E dal primo Registro non sono stati ancora cancellati i trenta proprietari iniziali che hanno venduto o donato a padre Luka, che vanno cancellati, e possono passare anni per farlo. Va anche detto che bisogna provvedere alla tassa di successione, particolarmente gravosa. Padre Luciano era a conoscenza di molti di questi aspetti e quel giorno non doveva occuparsi di niente che riguardasse il terreno.

Che può dire delle ricerche in corso a Medjugorje?

Stanno andando avanti, come mi ha confermato anche oggi (ieri, per chi legge) l’Ambasciata. Stando lì nei giorni scorsi ho rinnovato l'invito a proseguire e a usare tutti i mezzi possibili, a non lasciar cadere aluna ipotesi. Hanno setacciato nuovi spazi e utilizzato due aerei che dispongono di un sistema fotografico molto capillare che rileva anche i dettagli più minimi. Ho chiesto all’ambasciata di studiare nuovamente le immagini, per individuare eventuali tracce presenti sul terreno che possano ricondurre a padre Luciano. Tuttavia, facendo riferimento al segnale della batteria del telefonino captato durante le ricerche, i ripetitori hanno evidenziato la presenza in una zona particolarmente pericolosa che in passato è stata luogo di smarrimento di altre persone. Le ricerche proseguiranno e ho confermato alla polizia, alle squadre direttamente impegnate a setacciare il terreno e al console che, se necessario, stanzieremo dei fondi per continuare.

Vengono prese in considerazione altre ipotesi?

Le ipotesi sono quelle elencate, compresa quella della delinquenza comune. Qualcuno ha parlato di sette sataniche, ma sembra inverosimile che in mezzo a centinaia di persone qualcuno lo abbia potuto portare via proprio nei i giorni del festival dei giovani. In questo momento drammatico, di buio e di attesa, voglio ringraziare tutti coloro che si sono dedicati alle ricerche, quanti sono vicini alla famiglia e a noi con la preghiera e con segni di solidarietà e, infine, chi ci aiuterà ad avere notizie di padre Luciano, missionario generoso e ricco di progetti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA