I mutui sono in rialzo Così aumenta la rata a famiglie e imprese

7 Novembre 2022

Ecco come calcolarla in modo affidabile per evitare sorprese I tassi d’interesse hanno già superato il 4% e sforeranno il 5%

Meno credito e a costi sempre più elevati. Nei primi sette mesi del 2022, i finanziamenti delle banche a famiglie e imprese sono cresciuti ma a un ritmo inferiore: 0,4% contro la media dell’1,2% registrata negli ultimi 5 anni. Un rallentamento ancora più evidente per i mutui ipotecari, che saranno gravati da rate molto più pesanti. I tassi di interesse già avevano superato il 4% con il costo del denaro all’1,25%: con l’ulteriore rialzo al 2%, applicato dalla Bce, la soglia potrebbe sforare il 5%. L'analisi della Federazione autonoma bancari italiani evidenzia come "il clima di sfiducia impatti a livello sociale e finanziario su famiglie e imprese".
TASSI IN RIALZO
Il nuovo balzo dello 0,75% per i tassi di interesse sui finanziamenti, peserà inevitabilmente su mutui e prestiti, riducendo le opportunità di accesso al credito. I costi dei mutui a tasso fisso e a tasso variabile, nel corso dell’ultimo biennio, hanno mostrato una netta crescita, una tendenza preoccupante destinata a perdurare anche in futuro. È quanto emerge dal report stilato dall’Osservatorio nazionale Federconsumatori: uno scenario che vede soprattutto gli intestatari di mutui a tasso variabile subire pesanti ripercussioni, dovendo far fronte a rate decisamente più elevate, proprio a causa delle variazioni imposte dai tassi di riferimento del mercato finanziario. Secondo l’indagine, per chi stipula un mutuo a tasso fisso la rata subisce un incremento medio pari al 24%, se confrontata con la stessa tipologia di mutuo esaminata a dicembre 2021. Un mutuo a tasso fisso di 115.000 euro per 25 anni, ad esempio, nel corso del 2022 potrebbe aumentare in media di 31.769,40 euro. Per quanto concerne i mutui a tasso variabile, il tasso di interesse è legato alla variazione di un indice finanziario di riferimento, come l’Euribor. L’ammontare della rata, quindi, può cambiare in base all’andamento del mercato finanziario offrendo minori garanzie di stabilità rispetto al mutuo a tasso fisso. Come rovescio della medaglia, il tasso variabile subisce pesanti ripercussioni in caso di rialzo dei tassi di interesse, uno scenario legato a doppio filo alla crescita dell’inflazione. Le stime dell’Osservatorio Federconsumatori focalizzano l’attenzione sull’aumento medio della rata dei mutui a tasso variabile, pari a 59,45 euro al mese nell’arco di nove mesi, cifra che corrisponde a 713,38 euro annui. Tradotto in altri termini, la rata del mutuo a tasso variabile è pari a circa 1,7 volte il valore che aveva a dicembre 2021.
RATE PIù ESOSE
Secondo una simulazione di Facile.it, nel caso di un mutuo variabile medio da 126.000 euro in 25 anni, la rata mensile potrebbe salire di quasi 50 euro. Considerando gli aumenti già registrati nel corso del 2022, potrebbe portare il rincaro totale a quasi 150 euro rispetto l’inizio dell’anno. Se prendiamo come caso esempio un mutuatario medio che ha sottoscritto un finanziamento variabile da 126 mila euro a gennaio 2022, la prossima rata che dovrà sostenere potrebbe arrivare a valere 604 euro, ben il 32% rispetto alla prima che ha pagato: aumenti significativi che stanno mettendo sotto pressione molte famiglie già alle prese con il caro-energia.