I nomi in codice: vino e sigarette

Al telefono con i clienti: «Se mi fermano, di’ che ho consegnato un franciacorta»
PESCARA. Al telefono la parola cocaina non doveva mai essere nominata esplicitamente. Questa era la principale regola per i clienti. Per richiedere la droga, dovevano usare termine quali franciacorta, vino, birra, ritiro, doppio ghiaccio, sigarette. Per indicare di quanto stupefacente avevano bisogno, nei messaggi, dovevano digitare invece i punti di sospensione.
Dalle intercettazioni, emerge che questa attività di spaccio era quotidiana. In un caso, Patanè contatta una cliente, dicendole con un messaggio vocale che sta per arrivare sotto casa sua e di aver fatto un documento di consegna per tre birre. Quindi, nel caso in cui qualcuno dovesse fermarlo, lei deve confermare questo ordine. Una volta sul posto, le consegna la droga. “Prenditi que», le dice. «Bottiglia, bottiglia dell’altra volta», chiede la donna, «o è nuova?». «Dell’altra volta», risponde Patanè. Poi la donna, gli dice che lo chiamerà la mattina dopo. «Ci sono», dice lui. «Ti do i 30». In un’altra intercettazione, si parla di sigarette. «Queste sono 100», dice sempre la stessa cliente, «Ti posso pagare le sigarette con la carta», gli chiede. «Eh, sì», risponde Patanè, il quale le consegna sigarette e altro ed effettua il pagamento elettronico. In un’altra circostanza, si reca in via Tirino per una consegna a un cliente ed incontra un uomo. «Te lo pago adesso il vino?... almeno per quello», gli chiede subito. E lui, «ma ti serve il vino?», «Eh sì, se me l’hai portato», risponde. «Eh te l'ho portato perché mi serve il documento di trasporto sennò non posso circolare, sennò me lo riporto indietro» e poi gli chiede «15». In un’altra conversazione, un cliente gli fa notare la scarsa qualità della droga. «L’altra volta male male». «Purtroppo», risponde, «non dipende da me, non c’entro niente. Ma questa è diversa. È contact». «Non riuscivo a tirarla». «Comunque se ti chiamo per qualsiasi cosa perché mi fermano, tu devi dire che ho fatto una consegna per una bottiglia di franciacorta».
In un’altra occasione, parla al telefono con un acquirente che deve pagare con il pos «le sigarette eppure un ritiro... hai capito». Ritiro in codice corrisponde a un grammo di cocaina. Poi gli dice che l'importo è di 101 euro «21 le sigarette» (ossia 80 euro per una dose di cocaina). Il cliente gli chiede a questo punto anche da bere e si accordano per «una bottiglia di vino rosso», per un importo di 10 euro. (a.d.f.)

