I nuovi casi positivi sono solo 29 Meno pazienti gravi ricoverati
La percentuale del tasso di mortalità da Covid in Abruzzo è inferiore di 2,5 punti alla media nazionale Due vittime su tre sono uomini. Albani: «Siamo ancora nella fase 1, non bisogna abbassare la guardia»
PESCARA. Il tasso di mortalità da Covid-19 in Abruzzo è più basso che in Italia. La media delle quattro province, infatti, è pari al 10,3%, contro il 12,9% nazionale. Due vittime su tre sono uomini e gran parte delle persone decedute aveva più di 65 anni. I dati vengono diffusi nel giorno in cui i nuovi casi sono solo 29. Il totale sale così a 2.274. Otto i decessi più recenti, che portano il bilancio delle vittime a 240. Nonostante il picco sia già alle spalle, gli esperti della Regione sottolineano che in questa e per tutta la prossima settimana si registrerà ancora un alto numero di positivi.
NUOVI CASI. I nuovi casi, diagnosticati dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, dall'Istituto Zooprofilattico di Teramo e dall'università di Chieti, sono stati accertati su un totale di 848 tamponi analizzati: è risultato positivo il 3,4% dei campioni. Il dato martedì era stato del 3,2%. Nessun nuovo caso alla Asl di Lanciano Vasto Chieti, uno in quella di Avezzano Sulmona L'Aquila, dove il totale arriva a 229, quattro a Teramo (605) e 24 a Pescara (971).
MENO PAZIENTI GRAVI. Continua la flessione del numero dei pazienti gravi: sono 44 le persone ricoverate in terapia intensiva, ben otto in meno rispetto a martedì. I soggetti ricoverati in ospedale in terapia non intensiva, invece, sono 341 (-4). Tutti gli altri, 1.425 (+22) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Aumentano le guarigioni, che sono 224 (+11).
LE VITTIME. Nei 2.274 casi positivi sono compresi anche 240 morti. Gli otto decessi più recenti riguardano un 76enne e un 61enne di Montesilvano, una 85enne di Spoltore, una 94enne e un 86enne di Pescara, un 71enne di Giulianova, un 64enne di Atri e un 91enne di Atessa.
IL TASSO DI MORTALITÀ. In Abruzzo, è del 10,3%, più basso che in Italia. Se due vittime su tre sono uomini, il più giovane dei deceduti aveva 38 anni e la più anziana 99. L'incidenza della mortalità in Abruzzo - rileva la Regione in uno studio su dati aggiornati a martedì, quando i morti erano 232 - è inferiore anche a quella di altre regioni con popolazione simile, come Liguria (13,6%) e Marche (13,4%). La fascia più colpita, con 77 decessi, è quella tra gli 80 e i 90 anni, seguita, con 65 vittime, da quella tra i 60 e i 70 anni. Diciotto le vittime con meno di 60 anni.
CONCAUSE. Sulla mortalità incidono anche una serie di concause: quasi un quarto della popolazione residente è composta da over 65, con un elevatissimo indice di vecchiaia, al punto che, in media, per ogni ragazzino di 14 anni ci sono due anziani. Pazienti più anziani significa anche più patologie sulla stessa persona, che associate all'età aumentano il rischio di complicazioni. Nelle strutture ospedaliere abruzzesi, l'andamento epidemiologico ha consentito il ricovero, anche in terapia intensiva, per tutti i pazienti le cui condizioni cliniche rendessero necessaria l'ospedalizzazione. In nessun caso, quindi, si è dovuto scegliere chi curare e chi no.
DATI IN CRESCITA. Nonostante la lieve flessione dei numeri, il livello di guardia resta alto. Tenuto conto anche delle proiezioni matematiche elaborate dagli esperti, infatti, questa settimana e la prossima «faranno registrare ancora un alto numero di positivi e di nuovi ricoveri», sottolinea Alberto Albani, a capo della task force regionale. «In Abruzzo siamo ancora nella fase 1, nonostante il picco sia già alle spalle, a causa di un plateau ancora costante». Tra i segnali positivi c'è che in ospedale ora arrivano pazienti in condizioni non critiche. Per quanto riguarda i tamponi, Albani sottolinea che il «numero altalenante è legato non alla capacità dei tre laboratori di eseguirli, ma a una difficile condizione del mercato che ne rende carente l'approvvigionamento».
SCALA DI PRIORITÀ. Albani ricorda l'imminente arrivo al laboratorio di Pescara del macchinario che consentirà di analizzare fino a 2.400 tamponi al giorno. Si procederà con una scala di priorità codificate con i colori: rosso, richieste ospedaliere per sintomatici; giallo, richieste per personale esposto delle strutture pubbliche e private; verde, il resto della popolazione non sintomatica che ha avuto contatti con casi positivi.
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