I picchiatori sono già liberi

22 Agosto 2017

Tornano a casa i ventenni arrestati per aver malmenato un musicista a Torre de’ Passeri 

PESCARA. Sono tornati liberi i due giovani di Torre de’ Passeri accusati di aver picchiato gratuitamente, cioè senza motivo, un musicista ventenne di Pescara che sabato notte ha partecipato alla notte bianca a Torre de’ Passeri. I due, E.I.N. e A.T., entrambi ventenni, sono stati arrestati dai carabinieri subito dopo il pestaggio. L’accusa è di rissa aggravata e lesioni personali volontarie, gli stessi reati di cui dovrà rispondere anche un 17enne, denunciato a piede libero a seguito dello stesso episodio.
Ieri mattina, in Tribunale, a Pescara, il giudice Francesco Marino ha convalidato l’arresto. E, nonostante la richiesta del pubblico ministero di applicazione dell’obbligo di dimora in paese, il giudice ha disposto che i due ventenni restino liberi in vista del processo, fissato al 5 ottobre.
I due, che non hanno precedenti penali, non sono i soli ad aver partecipato al pestaggio, insieme al minorenne, stando alla tesi dei carabinieri. Con loro c’erano altri giovani che i militari dell’Arma del posto, coordinati da Alessio D’Alfonso, puntano ad identificare. E con il passare delle ore si è diffusa in paese la voce che uno dei due, A.T., l’altra notte avrebbe picchiato anche un altro giovane, colpendolo al naso, dopo una discussione. Avrebbe agito sotto l’effetto dell’alcol ed è stato subito fermato dai carabinieri e accompagnato in caserma, per l’identificazione, dopodiché è tornato in strada a divertirsi con gli amici. Un paio di ore dopo c’è stata l’aggressione del ventenne pescarese che in serata si era esibito nell’ambito degli eventi della notte bianca, promossa dal Comune e dai commercianti. Una manifestazione riuscitissima, vista la grande partecipazione di pubblico, purtroppo seguita da un fatto di sangue che ha lasciato tutti sgomenti.
Per gli investigatori dell’Arma si annuncia un lavoro non semplice per l’identificazione di tutti i componenti del gruppo, composto da cinque o sei giovani. Un lavoro che passa per l’ascolto dei testimoni e di tutti coloro che possono aver visto qualcosa nei minuti precedenti all’aggressione, avvenuta attorno alle 4.50 vicino al Parco dei giusti, mentre la vittima stava raggiungendo la sua auto insieme a tre amiche. Il malcapitato non ha fatto o detto nulla di particolare per attirare l’attenzione del gruppetto, stando alla ricostruzione dei carabinieri. Sarebbe partito tutto da una provocazione dei bulli e il gruppetto sarebbe passato subito dalle parole ai fatti, lanciando una pietra. Poi sarebbero cominciate le botte. Senza motivo. E senza che la vittima conoscesse i suoi aggressori. Ha fermato tutto il sindaco, Piero Di Giulio, che si trovava in zona per rimuovere le transenne, al termine della manifestazione.
Vendendo «quel branco, chino sulla preda», il primo cittadino si è allontanato di poco con l’auto e ha avvisato i carabinieri e il 118, per soccorrere il ferito, finito in ospedale.
La banda di aggressori si è dispersa velocemente ma tre giovani sono stati bloccati subito dopo, visto che le pattuglie erano ancora in zona a conclusione degli eventi, e per due è scattato l’arresto. Uno di loro, A.T., difeso dall’avvocato Massimo Visconti, ieri è apparso in Tribunale «visibilmente affranto e pentito» e pare abbia «capito di aver sbagliato», dice il legale. Ma ieri i bulli sono rimasti muti, di fronte al ventenne ferito, arrivato a Palazzo giustizia prima di raggiungere l’ospedale per una nuova visita medica, essendogli stata prospettata la possibilità di un intervento chirurgico.
Per chiudere il cerchio sono state anche acquisite le immagini delle telecamere della zona e un aiuto potrebbe arrivare dallo studio dei profili social dei giovani del posto. Sarà necessario del tempo, quindi, per definire l’accaduto ed è verosimile che i giovani già identificati vengano anche contravvenzionati per ubriachezza molesta.
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