I popolesi a Paolucci: per noi c’è la proroga

30 Agosto 2017

POPOLI. I popolesi registrano la sortita dell'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, sulla sentenza di rigetto del Tar sul ricorso prodotto dall'amministrazione comunale popolese verso i...

POPOLI. I popolesi registrano la sortita dell'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, sulla sentenza di rigetto del Tar sul ricorso prodotto dall'amministrazione comunale popolese verso i decreti regionali 55 e 79, del 10 giugno e del 21 luglio 2016, relativi al "piano di riqualificazione del servizio sanitario regionale 2016/2018" e al "riordino della rete ospedaliera nella regione Abruzzo".
Decreti che stabilivano come la destinazione dell’ospedale non dovesse essere più quella di polo o di presidio ma di stabilimento sanitario per le cure riabilitative. «Una pronuncia, quella del Tar, che fa giustizia» afferma Paolucci «delle critiche e censure che ci erano state rivolte, cioè di essere superficiali, approssimativi e inadeguati nella elaborazione dei piani di riqualificazione della rete ospedaliera e della rete di emergenza urgenza, arrivando anche all'accusa grave e strumentale di mettere a rischio, con la nostra programmazione, la sicurezza della vita delle persone».
Secondo il popolesi, il Tar ha fatto, e bene, il suo lavoro, interpretando le leggi vigenti e lo spirito che aveva animato il legislatore a procedere con i provvedimenti emanati. Ma si rileva come proprio questo spirito sia stato smentito, non tanto da chi ha voluto difendere la storica destinazione a presidio di cura dell’ospedale popolese (amministrazione e movimento Avanti tutta) ma da un decreto, il decreto sisma, che ha sospeso la validità di quelli regionali rimandando di 36 mesi, fino al 2020, la loro entrata in vigore, proprio per le condizioni contingenti che caratterizzano il territorio di riferimento dell'ospedale popolese, disagiato e oltremodo penalizzato dalla conseguenze anche dei recenti terremoti.
«Riteniamo questa proroga un tempo sufficiente» dice il sindaco, Concezio Galli, «per mantenere attive le specialità mediche presenti e di poterle potenziare, posto che il nostro presidio è dotato di reparti e attrezzature idonee a svolgere funzioni complesse di diagnostica e di cura». Il movimento Avanti tutta, che resta sulla linea della difesa a oltranza dell'ospedale, si è fatto promotore di una proposta organica di riorganizzazione sanitaria, visto sia come presidio di cura che di riabilitazione.
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