I precedenti in Afghanistan e Iraq

30 Maggio 2023

Nell’aprile 2006 a Nassiriya perse la vita il maresciallo dei carabinieri Lattanzio

L’AQUILA. Quando accaduto in Kosovo riporta alla mente i tanti attacchi ai danni di soldati italiani impegnati in missioni all’estero. Anche con esiti molto più tragici. Nell’ottobre 2010 quattro militari del VII Reggimento alpini di Belluno (Brigata Julia) morirono e uno rimase gravemente feriti nella zona di Farah, in Afghanistan. I militari furono vittime di un’imboscata alle 9.45 ora locale (le 7.15 in Italia) al ritorno da una missione, mentre si trovavano nella valle del Gulistan, nella provincia di Farah. Il mezzo su cui viaggiavano, un Lince, cadde in un’imboscata, centrato da colpi d’arma da fuoco prima e dopo la potente esplosione di un ordigno. Il militare ferito era un giovane di Lecce nei Marsi. Nello scoppio persero la vita il primo caporal maggiore Gianmarco Manca (nato ad Alghero il 24 settembre 1978), il primo caporal maggiore Francesco Vannozzi (nato a Pisa il 27 marzo 1984), il primo caporal maggiore Sebastiano Ville (nato a Lentini, provincia di Siracusa, il 17 settembre 1983) e il caporal maggiore Marco Pedone (nato a Gagliano del Capo, in provincia di Lecce, il 14 aprile 1987). Il militare ferito di Lecce nei Marsi riportò ferite a un piede e traumi da esplosione. Il 27 aprile 2006, invece, un ordigno artigianale ad alto potenziale esplode contro una colonna dei carabinieri diretta alla base del Centro operativo provinciale interforze a Sud-Ovest di Nassiriya, in Iraq. Bilancio tragico di 4 morti e un ferito: il capitano dell’esercito Nicola Ciardelli (34 anni), il maresciallo capo dei carabinieri Franco Lattanzio, di Pacentro, il maresciallo capo Carlo De Trizio (37 anni), che muore prima di arrivare in ospedale, il caporale della polizia militare rumena Bogdan Hancu (28 anni). Rimase gravemente ferito un altro sottufficiale dei carabinieri, Enrico Frassanito, che morirà il 7 maggio a Verona per le gravi ustioni riportate dall’esplosione. Il maresciallo Lattanzio era partito in missione il 3 dicembre 2005 e il suo rientro, al comando provinciale di Chieti, era previsto per il 10 maggio 2006, tredici giorni prima della tragedia. Da allora, ogni anno, la comunità di Pacentro si raccoglie intorno al suo ricordo.