I ragazzi e la legalità: «Rispettiamo i deboli così si batte la mafia»

24 Maggio 2016

In 1.500 ricordano Falcone e Borsellino a 24 anni dalle stragi Legnini agli studenti: insieme respingeremo le infiltrazioni

PESCARA. L’educazione alla legalità insegnata dai bambini. Come hanno fatto i piccoli studenti della media Silone di Montesilvano che sono scesi in strada, tra la gente, nelle piazze. Hanno distribuito volantini di pace al mercato, poggiato sulla testa di altri bimbi la corona di «re della legalità» o fasciato di tricolore i coetanei. Perché la legalità è «rispetto delle leggi e dei più deboli». È il messaggio lanciato dagli studenti nel corso della manifestazione Palermo chiama Italia... Pescara risponde, svoltasi in un affollatissimo palazzetto dello sport Papa Giovanni Paolo II a San Donato (foto G. Fortunato) per celebrare il 24° anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio nelle quali hanno perso la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino insieme agli uomini delle scorte. L’iniziativa, di respiro nazionale, è stata organizzata dal Miur, ministero dell’Istruzione, ufficio scolastico regionale rappresentato da Antonella Mancaniello affiancata da Rita Vitucci dell’ufficio scolastico Chieti-Pescara, l’istituto alberghiero De Cecco diretto da Alessandra Di Pietro, in collaborazione con la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, l’associazione Falcone e Borsellino e il Comune di Pescara e ha coinvolto 1.500 studenti di Abruzzo, Marche e Molise e 50 mila a livello nazionale.

Tra gli ospiti, Francesco Forgione, già presidente della commissione parlamentare Antimafia, nel passato vittima di intimidazioni mafiose per aver raccolto firme contro il presidente della regione Sicilia Totò Cuffaro, che ai ragazzi ha urlato: «Incazzatevi e tenete d’occhio la politica perché la mafia non sarà mai sconfitta se non si combatte la corruzione tra criminalità e politica. Difendete sempre la scuola pubblica e smorzate le arroganze perché alla fine vince lo stato e la democrazia. Falcone e Borsellino non erano eroi, ma magistrati che facevano il loro dovere. Non abbiamo bisogno di altri sacrifici, la politica non aspetti sempre gli interventi della magistratura. La mafia in Abruzzo c’è. Abbiamo bisogno di buone politiche ambientali, di controllare i circuiti immobiliari, della droga, i flussi di navigazioni italiani e stranieri».

Il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini, in collegamento Rai con l’aula bunker dell’Ucciardone, ha confermato che «l’Abruzzo, come altre regioni, non è un’isola felice, ma disponiamo di formidabili anticorpi sociali e istituzionali in grado di respingere i tentativi, di infiltrazione criminale, repressi, come accaduto nell’Aquila post terremoto. L’alleanza tra scuola e giustizia, come sta avvenendo oggi, accresce la diffusione della cultura della legalità».

«Il nostro obiettivo è trasformare gli studenti in testimoni di legalità», ha commentato la dirigente dell’alberghiero Di Pietro. Ma i giovani credono nella sconfitta delle mafie? «Pensiamo che non sia facile sconfiggerla, però ci dobbiamo credere. Come? Rispettando le leggi», hanno detto in coro Serena Ippolito, Federica Potenza, Merilin Lilova, 17 e 19 anni di Chieti e Pescara, studentesse Ipssar. Dello stesso avviso Paola Petricca ed Emanuele Taddeo, 13 e 14 anni, del comprensivo Silone accompagnati dalla preside Raffaella Cocco e dagli insegnanti Stefania Gianmarco, Claudia Petrone e Cinzia De Foglio. Gli studenti hanno visitato gli stand della polizia stradale, ferroviaria, postale e scuola di polizia, carabinieri, guardia di finanza, corpo forestale con guardie a cavallo e realizzato disegni, fumetti, video, libri, canzoni, hanno cantato, ballato e recitato.

Le scuole abruzzesi vincitrici del concorso nazionale «Diamo forza al nostro impegno» sono il comprensivo Silone di Montesilvano; il comprensivo Pascoli di Silvi diretto da Maristella Fortunato e il convitto Domenico Cotugno dell’Aquila presieduto da Fiorenza Papale. All’evento, presentato da Pietro Sparacino de Le Iene, erano presenti i sindaci di Pescara e Montesilvano Marco Alessandrini e Francesco Maragno e altri personaggi delle istituzioni. Il tenore Piero Mazzocchetti ha cantato l’Inno d’Italia su musiche della Fanfara della polizia diretta dal maestro Silverio Mariani.

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