I residenti chiedono un posto fisso della polizia

PESCARA. «I rom? A Rancitelli spacciano droga, ma non sono soltanto loro a farlo. Non si preoccupano di fare rumore fino all’alba in mezzo alla strada. E sono violenti, oltre che prepotenti». Un...
PESCARA. «I rom? A Rancitelli spacciano droga, ma non sono soltanto loro a farlo. Non si preoccupano di fare rumore fino all’alba in mezzo alla strada. E sono violenti, oltre che prepotenti». Un residente di via Lago di Capestrano racconta la difficile convivenza con la comunità rom. «Con queste persone bisogna usare modi decisi, per evitare di soccombere. Gli schiamazzi», racconta chiedendo l’anonimato, «sono all’ordine del giorno ma non ci si può lamentare e l’unica cosa da fare (oltre ai doppi vetri) è scendere in strada con una mazza da baseball. Dobbiamo subire di tutto, dietro i nostri portoni: vomito, sangue, siringhe per le scale. E siamo anche costretti a pagare le loro spese per l’energia elettrica perché si attaccano abusivamente ai contatori dei condomini. Pur segnalando questo problema all’Ater, la situazione si ripete e in qualche palazzo, per evitare l’inconveniente, è stata tolta la luce condominiale». E ancora: la droga. Ci sono alcuni rom «che vivono con lo spaccio, mentre altri lavorano e non infrangono la legge ma nel loro ambiente sono considerati degli stupidi. Nei nostri edifici c’è un via vai continuo di tossicodipendenti. Alcune volte si crea la fila, sembra di stare in un supermercato. Solo quando c’era il camioncino fisso della polizia la situazione era tranquilla, in quei portoni non entrava nessuno. Basterebbe riproporre quel servizio», conclude il residente del quartiere 3 rivolgendosi al questore Francesco Misiti. (f.bu.)

