I ristoratori: pronti a ripartire ma faremo rispettare le regole

31 Gennaio 2021

Le associazioni di categoria polemizzano sullo slittamento di un giorno: «Persi enormi incassi»  

PESCARA. Uno «spiraglio di sole», una «boccata d'ossigeno», le crispelle del Vate e le sagne e ceci allo zafferano per onorare il ritorno al giallo e l'addio momentaneo all'arancione. Però non è tutto oro ciò che luccica. L'Abruzzo che torna in giallo, domani, dopo una quindicina di giorni color arancio, troverà un comparto economico e commerciale «alla canna del gas» che chiede al governo centrale la «copertura totale dei danni derivanti dal crollo del fatturato in un anno di pandemia».
LE POLEMICHE Il primo vento gelido delle polemiche si è scatenato, ieri, quando ristoratori e associazioni di categoria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Pescara al Centro e Viviamo Pescara, hanno contestato lo slittamento delle nuove regole da domenica, come inizialmente annunciato dall'amministrazione regionale, a lunedì. Tutti gli esercenti della ristorazione, che stanno ricevendo tante prenotazioni e che erano pronti all'approvvigionamento delle derrate, già pregustando una domenica di pienone nei locali, si sono dovuti ricredere e stoppare gli ordini. L'illusione si è trasformata in delusione nell'arco di poche ore. Gli imprenditori assicurano alla clientela una ripartenza in piena sicurezza, tra distanziamenti dei tavoli e delle persone e le sanificazioni continue. I colori arcobaleno, invece di rasserenare gli animi, li stanno esasperando. I commercianti scattano una foto impietosa della situazione.
FUOCO ALLE POLVERI Danno fuoco alle polveri, Riccardo Padovano, presidente di Confcommercio, che «ben accoglie il giallo», ma tuona contro il «gioco al massacro di una pessima comunicazione a livello centrale e regionale sullo spostamento di un giorno che ha danneggiato la filiera del fresco, con i ristoratori che hanno perso 6 domeniche di incassi. Questa è una guerra a mani nude, non illudeteci, la gente è arrabbiatissima». E Gianni Taucci, direttore provinciale di Confesercenti: «Il giallo è uno spiraglio di sole che arriva quando si rischia di dichiarare la morte cerebrale dell’economia, con il comparto commerciale alla canna del gas. Una bomba a orologeria, con gli imprenditori nervosi, preoccupati, che invitano la clientela nei locali sicuri e igienizzati, mai dimenticando che il giallo non è un liberi tutti. Molti non chiudono per non perdere i ristori, altri non hanno la forza economica per riaprire».
NEGOZI CHIUSI È il caso, ad esempio, di «quattro attività di abbigliamento e food che hanno chiuso a gennaio tra il centro e piazza Muzii», rivela Marina Dolci, presidente di ViviamoPescara, «abbiamo ridimensionato gli orari dei negozi aperti dalle 10, saltato Natale, Capodanno, i saldi mai partiti, incassi persi. A questo giallo vogliamo credere, abbiamo i nuovi arrivi primavera-estate e speriamo nei compleanni sospesi e nei regali di San Valentino. E chiediamo parcheggi gratis». Dichiara un «crollo del fatturato fino al 50%», Marco Canale, rappresentante di Pescara al Centro, «a fronte di 10mila euro di ristori, c’è chi, nel comparto moda, ha subito danni economici per 100mila euro. La gente lavora in smart, non esce di casa, quindi non compra vestiti e non va al bar a consumare. Il futuro è disastroso, c’è carenza di liquidità, i negozi, rischiano di sparire definitivamente se non si vara un piano commerciale e turistico per ripartire». «La zona gialla è ossigeno per le attività, ma per quanto? Si naviga a vista. Stiamo lottando a livello nazionale per ottenere i ristori a copertura totale dei crolli di fatturato» annuncia Fabrizio Vianale, direttore Confartigianato, «interi comparti, moda, food, cerimonia e filiere, incassano quasi zero da mesi. Necessario riformare la legge sui fallimenti e sui crediti per aiutare chi non può onorare i debiti a causa dell’emergenza e non per incapacità».
RISARCIMENTI a totale copertura del crollo dei fatturati è anche la richiesta di Carmine Salce, Cna, che osserva: «Le attività rispettano i protocolli di sicurezza, gli assembramenti si formano fuori dai locali ed è lì che sono necessari i controlli. Il timore saranno i licenziamenti di marzo e i vaccini al rallentatore non fanno bene al morale».
TANTE PRENOTAZIONI alla Taverna 58, 40 posti, di Gabriele Di Leandro: «In onore del giallo ripartiremo con il bocconcino del Vate, una crispella allo zafferano. Lo slittamento di un giorno ci ha costretto a spalmare in settimana le tante prenotazioni, peccato aver saltato la domenica da pienone, ma saremo flessibili con gli orari della cucina, fino alle 15. Ci manca l’atmosfera rilassata della cena». La riapertura serale è anche l’auspicio di Luciano Passeri, titolare di Foconè (Fuoco nero) a San Giovanni Teatino, da 80 a 37 posti: «Teniamo duro, malgrado le incertezze dei ristori con i quali non paghiamo neppure le bollette, l’impossibilità di programmare, ma non molleremo. Ripartiremo con una sagna e ceci nei locali sanificati ogni settimana e tamponi mensili ai dipendenti».
Non riapre il ristorante da 110 posti, ma «prosegue con successo» l’asporto di pizza e arrosticini, la braceria Piazzaforte dei Sabatini di Leonardo e Lorenzo Sabatini in via dei Bastioni: «Troppi cambiamenti repentini dei colori, troppe incertezze, per ora andiamo vanti con la consegna a domicilio».
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