I servizi britannici avvertono: Isis pronto a usare armi chimiche

2 Gennaio 2017

ROMA. E come se non bastasse, ora scatta anche l’allarme su possibili attacchi chimici da parte dell’Isis. A lanciarlo i servizi segreti britannici. Possibili obiettivi dei terroristi non solo il...

ROMA. E come se non bastasse, ora scatta anche l’allarme su possibili attacchi chimici da parte dell’Isis. A lanciarlo i servizi segreti britannici. Possibili obiettivi dei terroristi non solo il territorio nazionale del Regno Unito, ma anche quello del resto d’Europa.

La notizia è arrivata dal ministro alla Sicurezza, Ben Wallace, in un’intervista al Sunday Times. «L’ambizione di Isis o Daesh (il sedicente stato islamico, ndr) è decisamente quella di compiere attacchi che causino stragi di massa - ha dichiarato -. Non hanno ostacolo morale a usare armi chimiche contro le popolazioni e, se potessero, lo farebbero in questo Paese. Il numero di vittime che potrebbe essere coinvolto sarebbe la peggior paura di tutti». Sebbene non sia stato individuato un piano specifico di attacco non convenzionale da parte del califfato, i servizi di sicurezza hanno condotto esercitazioni per prepararsi a rispodendere a tale eventualità.

Lo Stato islamico, d’altra parte, ha già usato il gas mostarda a Marea, in Siria, nell'agosto 2015, stando alle accuse lanciate contro il califfato dall’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. Secondo Wallace, inoltre, la prova che l’Isis mirerebbe ad ulteriori attacchi chimici è arrivata dallo smantellamento della cellula in Marocco. Dove, ha aggiunto il ministro britannico, le autorità «hanno recuperato sostanze chimiche e biologiche tossiche e una grande quantità di fertilizzante» che «avrebbero potuto essere usate per produrre esplosivi artigianali ed essere trasformate in tossine mortali».

L’altra notizia della giornata arriva dal fronbte statunitense. Il leader dello Stato islamico, Abu Bakr al Baghdadi, il nemico numero uno nella lotta al terrorismo, è ancora vivo, nonostante i ripetuti sforzi della coalizione a guida Usa di ucciderlo e le voci circolate nei mesi scorsi che lo davano per morto. La conferma è arrivata dal Pentagono poche ore prima dell’attentato nel nightclub di Istanbul, non ancora rivendicato, ma sul quale aleggia lo spettro dello Stato islamico. Le agenzie di sicurezza Usa «pensano che Baghdadi sia vivo e guidi ancora» Daesh, ha spiegato il portavoce Peter Cook alla Cnn. «Stiamo ovviamente facendo tutto il possibile per tracciare i suoi spostamenti. Se ne avremo l’opportunità, tenteremo in ogni modo di processarlo come merita. Stiamo facendo il possibile e stiamo impiegando molto tempo su questo fronte» ha assicurato Cook.

Ma c’è di più. Un’altra fonte anonima del dipartimento della Difesa ha rivelato alla stessa emittente che «nelle ultime settimane abbiamo scoperto alcuni dei movimenti di Baghdadi», senza tuttavia fornire altri dettagli, ad esempio se si trovi in Siria o in Iraq, anche se una teoria a lungo accreditata da dirigenti americani lo vuole a Raqqa. Due settimane fa gli Usa hanno più che raddoppiato la taglia su di lui, portandola da 10 a 25 milioni di dollari.