I sindaci: ferrovia interrata o sopraelevata

San Giovanni Teatino. Nuovo incontro tra i primi cittadini, pronta la proposta da presentare a Rfi
SAN GIOVANNI TEATINO. «L'interramento del tracciato, la sopraelevata o lo spostamento dei binari». Non cambia la posizione del Comune di San Giovanni Teatino sul progetto del raddoppio della linea ferroviaria tra Pescara e Roma, che ieri pomeriggio ha ospitato una riunione tra i sindaci dei vari territori che fanno fronte comune per chiedere la modifica del disegno.
Oltre al padrone di casa Giorgio Di Clemente c'erano Diego Ferrara (Chieti), Oscar Pezzi (Alanno) e Giorgio De Luca (Manoppello). Unico assente, giustificato, Maurizio Giancola (Scafa), che in ogni caso non ha alcuna voglia di mollare la battaglia. Ciascuno dei presenti ha condiviso, nel tavolo comune, le migliori soluzioni possibili per arrivare alla realizzazione del raddoppio della linea ferroviaria, operazione ritenuta da tutti «strategica per il territorio», ma che necessita di modifiche rispetto a come è stata proposta da Rfi. «Abbiamo ribadito il concetto che esprimiamo da tempo, vale a dire l'interramento o la costruzione di una soprelevata», spiega Di Clemente con riferimento a San Giovanni Teatino. «Non c'è dubbio però che il progetto va rivisto perché così sarebbe troppo impattante per noi e per tutti i Comuni che si stanno giocando questa partita».
L'obiettivo è quello di arrivare alla produzione di un documento condiviso, da sottoporre all'attenzione di Rfi e del commissario straordinario Vincenzo Macello, nell'incontro organizzato dal governatore Marco Marsilio per il 9 febbraio all'interno dell'aeroporto d'Abruzzo. «Adesso ci vedremo il 31 gennaio in un consiglio organizzato a Chieti, con la partecipazione di noi cinque sindaci», prosegue ancora il primo cittadino di San Giovanni Teatino. «In quella circostanza ci sarà un primo confronto con Rfi, collegata in streaming».
Quindi prosegue: «Prima del 9 febbraio poi, contiamo di organizzare un ulteriore consiglio interno, dove mi auguro che anche la minoranza converga sul documento per presentarci compatti all'appuntamento organizzato dal governatore Marsilio».
Quello del 9 febbraio infatti, sembra essere l'unica possibilità per i sindaci coinvolti di chiedere la revisione del progetto ed evitare l'impatto ambientale che avrebbe sui territori. Tanto per fare un esempio, tra Brecciarola e Manoppello scalo richiederebbe la demolizione di 64 fabbricati, mentre sia a Scafa che ad Alanno rischia di compromettere la viabilità ma anche la vivibilità urbana. Insomma, nessuno si oppone a un'opera ritenuta di fondamentale importanza per lo sviluppo della Regione, ma tutti chiedono che venga realizzata in maniera diversa rispetto a come è stata prospettata. Lunedì se ne saprà qualcosa di più.(a.d.s.)
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