I sindaci: scuole, fate decidere a noi

I Comuni montani bocciano la chiusura totale, anche nei centri non a rischio
L’AQUILA . «Sulla gestione delle scuole primarie la Regione Abruzzo dia ai sindaci la facoltà di decidere». Questo l’appello che il presidente dell’Uncem regionale, Lorenzo Berardinetti, sindaco di Sante Marie (Aq), ha rivolto al presidente della Regione, Marco Marsilio, alla luce dell’ordinanza della didattica a distanza per le scuole di ogni ordine e grado.
L’Unione nazionale Comuni comunità enti montani è l’organizzazione nazionale unitaria, presente in ogni realtà regionale con proprie delegazioni, che da oltre 60 anni raggruppa e rappresenta i Comuni, le comunità e le Unioni di comuni montani, oltre ad associare varie amministrazioni ed enti (Province, consorzi, camere di commercio) operanti in montagna, per un bacino territoriale pari al 54% di quello nazionale e nel quale risiedono oltre 10 milioni di abitanti. «In Abruzzo ci sono Comuni del territorio regionale dove si registrano decine e decine di contagi anche tra gli alunni delle scuole», precisa Berardinetti, «ma ci sono anche comuni dove i positivi sono pochissimi e le lezioni potrebbero svolgersi senza alcun problema come è stato fatto fino a pochi giorni fa. Capiamo la prevenzione e l'attenzione massima che va riservata in questo periodo alla lotta contro il virus ma chiudere le scuole primarie e attivare per bambini dai 6 ai 10 anni la dad è controproducente sia per le famiglie, sia per gli alunni stessi».
Secondo Berardinetti «il presidente Marsilio deve dare ai sindaci, in qualità di autorità sanitaria locale, la possibilità di scegliere se lasciare aperte o chiuse le scuole primarie, tenendo in considerazione fattori importanti come la zona di appartenenza (rossa o arancione) e la situazione dei contagi nei singoli Comuni».
«Ho parlato», conclude Berardinetti, «con mamme e papà disperati perché devono recarsi al lavoro e non sanno come organizzarsi con i bambini nonostante l'impegno massimo delle scuole e dei docenti nella didattica a distanza. I nostri ragazzi stanno perdendo un pezzo della loro vita, non priviamoli anche della scuola che ha offerto fino a ora lezioni in sicurezza in ambienti sanificati e sicuri». (m.d.n.)

