I tutor sportivi: più ore nelle scuole primarie

10 Giugno 2020

I professionisti delle Scienze motorie manifestano per chiedere l’aumento dell’impiego nelle scuole

PESCARA. Meno precariato, più dialogo con il ministro Spadafora e più insegnanti laureati in Scienze motorie nella scuola primaria. Armata di un grande lenzuolo contenente le principali richieste, una piccola delegazione dei “Professionisti delle Scienze motorie” ieri pomeriggio ha manifestato di fronte alla sede del Coni di Pescara. Il gruppo da poco costituitosi in Abruzzo, che include circa 300 laureati nelle classi magistrali di Scienze motorie e diplomati Isef, punta l’attenzione sulla condizione di precariato che vede i professionisti nell’ambito dell’insegnamento dell’attività fisica nella primaria.
«A oggi non esiste una classe di concorso che possa lavorare nella scuola primaria», spiegano il portavoce Emiliano Valente, la coordinatrice Diana Perino e il consigliere Gianni Pennese. «L’unico sbocco professionale per i laureati in Scienze motorie è l’insegnamento nella secondaria di primo e secondo grado. Siamo presenti nella primaria attraverso progetti nazionali e regionali, che però sono carenti in termini di tutele per la nostra professione». Il riferimento è al progetto nazionale “Sport di classe”, rivolto esclusivamente alle classi quarte e quinte, che prevede che le ore tenute dal tutor sportivo per ogni classe siano 22 (un’ora a settimana), da dicembre a giugno.
«La retribuzione, ammonta a 15 euro l’ora», spiegano, «e ci viene data in due tranche, il 20 per cento ad aprile e l’80 a ottobre. La malattia non viene conteggiata né sono previsti contributi. Siamo in una condizione di totale precariato». In base alla posizione in graduatoria, i tutor, alla pubblicazione del bando, scelgono la scuola dove effettuare il progetto. Le ultime posizioni vengono destinate ai plessi rimasti scoperti e ogni anno almeno una trentina di professionisti, su Pescara, resta fuori dal progetto.
A fianco di “Sport di classe”, la Regione promuove il progetto “Sport in movimento” che riguarda le classi prime e seconde. «Progetto», affermano «che durante il periodo di coronavirus è stato bloccato anche nei pagamenti». La prima istanza avanzata dal gruppo è l’istituzione di un tavolo di trattativa con il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, il presidente di Sport e Salute, Vito Cozzoli e il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. «Chiediamo che il progetto venga esteso a tutte le classi della primaria, dalla prima alla quinta, e venga portato a due ore alla settimana. E poi un aumento della tariffa oraria, un contratto più equo, con maggiori tutele, con retribuzione mensile e che includa anche il pagamento della malattia».
Marcella Pace