I vigili urbani sequestrano seimila capi contraffatti

26 Agosto 2018

Ecco il bilancio di 2 mesi di controlli degli agenti del gruppo Giona sul lungomare Teodoro: «I cittadini ci aiutino a stanare i furbetti che offrono merce illegale»

PESCARA. Nove persone denunciate per vendita di merce contraffatta; 7 denunciate per resistenza a pubblico ufficiale o segnalate per permessi di soggiorno irregolari; 57 soggetti identificati di nazionalità comunitaria ed extracomunitaria, 6.398 pezzi di merce sequestrata, tra illeciti penali e amministrativi.
Prosegue incessante l’attività di controllo e la lotta al commercio abusivo del gruppo Giona (Gruppo di intervento operativo nucleo antidegrado) della polizia municipale, nato per volontà dell’assessore Gianni Teodoro e del comandante dei vigili Carlo Maggitti.
Dal 15 giugno al 22 agosto, il Giona, nato per combattere fenomeni legati all’illegalità, abusivismo e degrado, coordinato dal maggiore Danilo Palestini, ha effettuato lungo il litorale una serie di interventi repressivi con denunce e sequestri di merce taroccata. Articoli, depositati in un magazzino di via del Circuito, che «saranno in parte distrutti e in parte, come i capi di abbigliamento e i giocattoli, donati alle associazioni di volontariato del territorio», rivela l’assessore alla polizia municipale Teodoro.
Nel report, stilato dal comando dei vigili e firmato da Maggitti, dei 27 giorni e 162 ore di pattugliamento dell’arenile da parte di 12 unità di Giona (3-4 impiegate di volta involta) sono state segnalate all’autorità giudiziaria nove persone sulla base degli articoli 474 del Codice penale (detenzione per la vendita di merce a marchio contraffatto) e dell’articolo 648 (contraffazione), con il sequestro di 84 borse e pochette, 97 giubbini, 76 portafogli, 513 occhiali da sole, 462 capi di abbigliamento.
Sette soggetti sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale, sulla base dell’articolo 337 del Codice penale e altri segnalati all’ufficio stranieri della questura di Pescara per soggiorno irregolare.
Cinquantasette persone sono state fermate e identificate durante i controlli, di cui 36 risultano essere di nazionalità extracomunitaria e 21 di nazionalità comunitaria. Sono tutti venditori senza autorizzazioni al commercio ambulante.Gli unici ambulanti ad avere ottenuto il permesso del Comune (da tenere in tasca ed esibire all’occorrenza anche ai cittadini che ne fanno richiesta) sono in numero di 12. E sono coloro che hanno risposto al bando pubblico di assegnazione autorizzazioni al commercio itinerante sull’arenile (determina settore mercati numero 150 del 26 giugno 2018) e si sono aggiudicati il diritto allo smercio regolare di prodotti in spiaggia.
Nel corso degli interventi è stata sequestrata un’altra ingente partita di 78 teli mare, 1.483 capi di abbigliamento, 848 costumi da bagno, 264 giocattoli, 94 ventagli, 1.624 pezzi di bigiotteria e oggettistica, 602 occhiali, 168 accessori per la telefonia, 5 carretti per il trasporto di costumi e abbigliamento in genere. Il comando della polizia urbana ricorda che ai sensi dell’articolo 42 del Regolamento comunale per la disciplina del commercio sulle aree pubbliche coperte e scoperte e demaniali marittime, chi vende merce non autorizzata lungo l’arenile è soggetto ad una sanzione amministrativa compresa tra 2.582, 28 euro e 1.5493,68 euro, oltre al sequestro della merce e di tutte le attrezzature utilizzate per la vendita. I bagnanti in spiaggia si chiedono come possono intercettare gli ambulanti abusivi. L’assessore Teodoro, che chiede la collaborazione dei cittadini per stanare i furbetti dell’arenile, lancia un appello a tenere gli occhi aperti: «Chiediamo la loro collaborazione per verifiche e controlli. Se l’ambulante non vende merce contraffatta è regolare e quindi il prodotto si può acquistare. In caso contrario, l’utente ha facoltà di contattare la polizia municipale». (c.co.)