I writers acrobati sfidano il cementificio

Sulla torre più alta del vecchio opificio il graffito con la vernice: il disegno in vista dall’asse attrezzato
PESCARA. Tornano i writers acrobati al cementificio di via Raiale, oggi trasformato in un grande cantiere tra escavatori in movimento e operai al lavoro. Da giorni, sulla torre più alta dell’ex opificio, è comparsa una nuova firma: una scritta realizzata con vernice, visibile lungo l’asse attrezzato attraversato ogni giorno da migliaia di auto. Non è la prima incursione: il cementificio è già stato teatro di imprese simili, diventando persino “palestra urbana” in un video girato da due giovanissimi alcuni mesi fa e poi diventato virale su YouTube.
Intanto, le vecchie ciminiere, simbolo di un passato fatto di polveri e cemento, restano in piedi ancora per poco: saranno le prime a cadere nell’ambito del progetto di rigenerazione urbana “Porta d’Abruzzo”. L’intervento, promosso da Calbit Srl insieme a Netlab Srl, prevede la realizzazione di un grande terminal concepito come una nave da crociera sulla terraferma, completo di servizi: piscina, palestra, teatro, negozi e spazi dedicati alla formazione. In programma anche un ristorante panoramico, che sorgerà su uno dei vecchi silos del cementificio.
Secondo il cronoprogramma, i lavori si concluderanno nel 2030. L’investimento complessivo supera i 100 milioni di euro, di cui circa dieci destinati alle demolizioni. Il sito, attivo dal dopoguerra e dismesso nel 2015, era rimasto fermo per anni anche a causa delle opposizioni di istituzioni e cittadini. Ora, però, l’area si prepara a cambiare volto con un intervento ambizioso, interamente sostenuto da capitali privati e senza contributi pubblici.
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