Il barbiere di Spataro va in pensione

9 Dicembre 2019

Paolo Dioguardi lascia il salone di via Battisti dopo 60 anni: da me anche Calindri

PESCARA. A malincuore lascia clienti che lo hanno visto crescere, e ai quali ha fatto barba e capelli per oltre sessant’anni. Paolo Dioguardi, classe 1946, ha abbassato la saracinesca del suo salone di barbiere di via Cesare Battisti, all’angolo con via Muzii. Ad anno nuovo riaprirà con una nuova gestione il locale che Dioguardi aveva rilevato nel 1980 dal vecchio titolare.
«Ho iniziato nel 1955, quando avevo otto anni», racconta Dioguardi, che a giugno ne ha compiuti 73, «allora si usciva da scuola e si andava in strada, e poi a lavorare in bottega: chi faceva il sarto, chi il calzolaio, chi il barbiere... Io ho iniziato in una bottega da barbiere: spazzola, barba, forbici. Si lavorava tanto: mi ricordo che quando ero ai Gesuiti sentivo le macchine della Coppa Acerbo passare, ma non potevo andare in strada a vederle. Poi da cosa nasce cosa: il lavoro ha iniziato a darmi soddisfazioni e ho continuato».
Paolo Dioguardi passa da un salone all’altro, fino a quello che nel 1968 lo prende come dipendente, e del quale diventa titolare poco più di vent’anni dopo. «Ho avuto tanti clienti importanti», ricorda, «come ad esempio l’onorevole Giuseppe Spataro, che quando veniva a Pescara passava sempre da me a farsi i capelli. Oppure l’ex sindaco Mario Collevecchio. Ero il barbiere di fiducia anche di tanti attori di passaggio, come Ernesto Calindri. Poi tutti i giornalisti e gli sportivi che arrivavano per il trofeo Matteotti».
A inizio anni ’70, insieme ad altri colleghi, ha contribuito a far crescere la prima scuola per parrucchieri di Pescara: «Nel ’68 andavamo ad Ancona a fare i corsi di aggiornamento dell’Accademia nazionale acconciatori», spiega Dioguardi, «allora ci volevano quattro ore di macchina. Poi, d’accordo con la sede di Milano, abbiamo iniziato a far venire i maestri qui, e sono venuti fuori i primi istruttori pescaresi».
Restare al passo coi tempi è stata sempre una caratteristica di Paolo Dioguardi: «Oltre al classico ho sempre fatto tagli alla moda, come ad esempio quelli dei ragazzi che vengono con le foto dei calciatori: fanno tendenza molto più di cantanti e attori». Abbastanza singolare per un barbiere è però un’altra caratteristica che aveva il salone: «Non so se fosse un pregio o un difetto, ma da me si parlava pochissimo».(a.r.)
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