Il Barocco tra passato e modernità

Oggi alla Libreria dell’Università c’è lo storico Aurelio Musi
PESCARA. Si svolge oggi, alle ore 18, alla Libreria dell’Università (viale Pindaro), l’incontro “L’età del Barocco. Alle radici della modernità europea”, in occasione della presentazione del libro di Aurelio Musi (storico dell’università di Salerno) “Malinconia barocca”, (ed. Neri Pozza 2023). Dialogano con l’autore Silvia Mantini, dell’università dell’Aquila, e Marco Trotta, dell’università d’Annunzio di Chieti-Pescara. L’incontro è stato organizzato nell’ambito delle attività didattiche del corso di Storia dell’Europa moderna tenuto dal prof. Trotta nel dipartimento di Lingue, letterature e culture moderne della d’Annunzio.
«Il Barocco si situa alle radici della modernità», afferma l’autore, «e la malinconia e le storie di malinconici e malinconiche ne riassumono il senso. La malinconia è il disordine che cerca la via dell’ordine, ne ritma l’intervallo e il percorso. È l’instabile equilibrio tra inganno e verità. La malinconia è inclinazione delle donne e degli uomini a sentirsi meravigliati e sorpresi, è ricorso a fatti soprannaturali, alla magia, alla stregoneria, la passione per l’ignoto come vie di fuga dalla malinconia stessa o, al limite, dalla disperazione, persino la festa e il gioco nel tempo storico della crisi e della tristezza». Così Musi prosegue: «Tutti questi sono alcuni caratteri identificabili nel Barocco. La festa serve, ad esempio, ad evitare la malinconia che, peraltro, può essere fonte di sollevazione, di turbamento sociale: luminarie e fuochi possono rendere giorno la più oscura notte». Con la sua sospensione fra tensione e risoluzione ritardata in cui si insinua il tempo della malinconia, la civiltà del Barocco ci è dunque vicina più di quanto possiamo immaginare.

