Il blitz dell’Anas negli uffici di Sdp

3 Agosto 2022

Alle 8.30 la società statale si riprende le due autostrade Ma ora è obbligata a riassumere mille dipendenti di Toto

PESCARA. Non è un film già visto all’inizio di luglio quello andato in onda ieri, alle 8.30 in punto, negli uffici romani di Strada dei Parchi. È vero che Anas è tornata a bussare alla porta della società dell’imprenditore abruzzese Carlo Toto per farsi restituire le “chiavi” delle autostrade A24 e A25, mostrando l’ordinanza del Consiglio di Stato che, due giorni fa, ha trasformato i vincitori in sconfitti e viceversa. Ed è anche vero che, subito dopo il blitz, Anas ha schierato di nuovo i suoi uomini in campo, come è accaduto un mese fa prima che il Tar desse per due volte ragione a Toto. Ma questa volta la società statale, fortemente sponsorizzata dal Ministero delle Infrastrutture, ha ricevuto in dote dalla politica un fardello pesante e ad alto rischio persino per chi dice di avere le spalle larghe. Partiamo dal macigno rappresentato dalla stessa ordinanza che ridà le due autostrade alla società pubblica sulla base di un pericolo di crolli dei viadotti ancora sussistente. Un’incognita di cui Anas, a cuor non leggero, si è assunta ogni responsabilità. O è certa che il rischio è inesistente o ritiene di aver mezzi e soldi per neutralizzarlo in tempo record. Ma nel frattempo la politica ha piazzato un bel paletto, anzi un casello con un maxi pedaggio da pagare. Si tratta di un emendamento, approvato in fase di conversione in legge del decreto anti-Sdp (prevista per oggi) che cancella l’articolo sullo “scudo erariale” di cui Anas avrebbe beneficiato per esperire, in tempi veloci e senza il controllo preventivo della Corte dei conti, gli appalti per la messa in sicurezza di A24 e A25. Il magistrato contabile potrà esercitare azione di controllo anche sui costi che l’intera operazione di cambio del gestore delle due autostrade costerà alle casse dello Stato. Ma c’è un terzo punto che trasforma la corsa di Anas sui 370 km di asfalto di A24 e A25 in una gara in salita, ed è l’obbligo di riassumere tutti dipendenti delle società di Toto impegnati nelle autostrade che collegano l’Abruzzo a Roma. Si chiama “clausola sociale”, votata dal Senato, che impone circa mille assunzioni di lavoratori che per di più dovranno conservare lo stesso contratto che li legava al gruppo Toto. Per Anas il pedaggio diventa molto salato. (l.c.)