Il BluBar si sposta, scoppia la protesta

28 Luglio 2017

I negozianti di viale Nettuno insorgono dopo la scelta di trasferire l’evento all’Asterope

FRANCAVILLA. ll BluBar festival cambia location: da piazzale Sirena sarà trasferito quest’anno a piazza Sant’Alfonso. E i commercianti di viale Nettuno insorgono contro l’amministrazione comunale. Il sindaco Antonio Luciani, che ha divulgato la notizia sui social, ha deciso la nuova collocazione (a tre chilometri di distanza) in accordo con il presidente Maurizio Rapino e gli organizzatori dell’evento estivo di concerti, giunto al quattordicesimo anno, ma con una tradizione che risale agli anni Sessanta. La manifestazione, che si svolge dal 9 al 13 agosto, anche quest’anno richiama grossi calibri della canzone italiana, come Renzo Arbore, Massimo Ranieri, Edoardo Bennato e Ron. E piazzale Sirena sarebbe divenuta troppo piccola per contenere il flusso di pubblico, tra cui 1.190 paganti. I costi dei biglietti variano da 10 a 35 euro a seconda dei settori, 100 euro l’abbonamento per le cinque serate (info su blubar.org.).
Luciani spiega sul post che «le misure di sicurezza, divenute più stringenti dopo i fatti di Torino, impongono dei cambiamenti» chiedendo ai cittadini un parere sulla location migliore. Piazza Sant’Alfonso sembra essere la più gettonata, ma non la pensano allo stesso modo i negozianti di viale Nettuno che perdono la manifestazione.
Annalisa Pantalone, titolare di Malì borse, vede in questa decisione «una manovra per dimostrare che la Sirena deve morire, visto che il sindaco vuole abbattere anche l’edificio. Se il motivo è la sicurezza, allora perchè non portare Blubar allo stadio?».
Diana Santalucia, titolare di C'era una volta Diana, abbigliamento bimbi, propone la stazione come location ideale. «Siamo delusi», attacca la negoziante, «il BluBar è una tradizione di questa zona, è la nostra storia. La stazione è a 200 metri e ha ospitato grossi nomi, quindi c'è spazio sufficiente. Avevamo preparato tanti piccoli eventi in negozio per accogliere il pubblico, come le sfilate di moda dei bambini. E ora che facciamo? Per questioni di sicurezza cancelleranno anche i fuochi d’artificio che trascinano grosse folle sul pontile Sirena?». Aurelio Fazio, abbigliamento Giuliano, ipotizza: «Più spazi, più incassi, ormai gli eventi si fanno tutti lì: miss Trans, Miss Italia, il Pomodoro. I Tiromancino alla Sirena solo perchè la piazza non era pronta qualche mese fa. Ci dessero almeno l’alternativa per rimediare alle perdite. Invece a qualcuno di noi è stato persino chiesto un contributo volontario di non meno di 350 euro». Per Alessia Tenaglia, coiffeur Urban Style, «è tutta una presa in giro perchè il Comune già da marzo ha iniziato le prevendite dei biglietti all’Asterope. A noi lo hanno comunicato all’ultimo minuto attraverso i social, neppure con una circolare ufficiale. L’anno scorso abbiamo fatto l’ultima piega all’una e trenta di notte tanta era la gente. Viale Nettuno con i suoi trenta e passa negozi prendeva vita con il BluBar. Ora abbasseremo le serrande alle 8 e gli organizzatori hanno avuto pure il coraggio di venirci a chiedere il contributo di presenza».
Bocche cucite degli organizzatori sul contributo richiesto. Ma Raffaella Di Virgilio, titolare della gelateria Tennis bar precisa: «Avrei voluto offrire un contributo volontario, ma il minimo imposto non mi sta bene». «Ci siamo rimasti molto male, aspettiamo questo evento tutto l’anno perchè arrivano anche molti turisti italiani e stranieri», conclude Emerson Battistoni, di Giropizza. Maurizio Rapino, presidente dell'associazione Blubar festival, getta acqua sul fuoco: «Il trasferimento è solo per quest’anno. Rischiamo di non contenere la folla dei grossi calibri a piazzale Sirena, dove contiamo di tornare il prossimo anno con eventi minori. Da commerciante comprendo le lagnanze dei colleghi, anch’io ho appreso la notizia con commozione e dispiacere. Ma ai negozianti di viale Nettuno chiediamo collaborazione e comprensione, siamo disponibili a concedere loro una struttura espositiva per essere presenti, quelle sere, insieme a noi. Oppure, a pubblicizzare le loro attività con volantini da distribuire al pubblico».
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