Il caldo è da record, superati i 41 gradi

A Pescara oggi e domani temperature da bollino rosso. E in regione scattano il piano anti-roghi e la caccia ai promani
L’AQUILA. Caldo torrido e rischio incendi: l’Abruzzo è stretto in una morsa di fuoco. Per due giorni consecutivi, oggi e domani, Pescara è tra gli 11 capoluoghi caratterizzati dal bollino rosso. Lo segnala il monitoraggio del ministero della Salute sulle ondate di calore che stanno interessando l’Italia. «Queste condizioni climatiche possono rappresentare un rischio per la salute della popolazione», avvertono dal ministero.
Secondo le rilevazioni dell'associazione aquilana Caput Frigoris, ieri sono stati raggiunti i 41,3 gradi a Castiglione a Casauria e i 38,3 gradi a Bussi sul Tirino; superati i 37 gradi a Bellante, Capestrano, Popoli e Tollo. E Superati i 30 gradi anche nelle località montane: massima di 31,7 gradi a Santo Stefano di Sessanio, 1.220 metri sul livello del mare; oltre 30 gradi anche a Castel del Monte (1.325 metri), Rocca di Mezzo (1.217 metri) e Pescasseroli (1.174 metri). Rovente anche la costa, con Montesilvano che ha superato i 35 gradi e Pescara che li ha sfiorati. Tra temperature record e incendi il passo è breve.
STOP ROGHI. Il Piano anti incendi boschivi 2024 (Aib), in vigore dall’8 luglio al 15 settembre, prevede l’attivazione all’Aquila della Sala operativa unificata permanente dell’Agenzia regionale di Protezione civile, presidiata da personale regionale, Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali e volontari di Protezione civile. La Soup – questo il suo acronimo – resta aperta 7 giorni su 7 dalle ore 8 alle 20, e in caso di emergenza, anche al di fuori dell’orario di servizio. In base all’ordinanza firmata a giugno dal presidente della Regione, Marco Marsilio, oltre all’112, nella Sala operativa è in funzione il numero verde 800 861 016 con cui è possibile segnalare gli incendi. «Lo scopo della Soup è quello di organizzare e gestire mezzi e operatori che il sistema mette in campo per contrastare il fenomeno degli incendi boschivi», spiega il direttore dell’Agenzia Regionale di Protezione civile, Mauro Casinghini, «che solo in pochi ed accertati casi sono da addebitare a fenomeni naturali, mentre, nella stragrande maggioranza dei casi, sono causati da malaugurati comportamenti umani dolosi o colposi».
I CARABINIERI FORESTALI. Con l’inizio della campagna Aib, i Carabinieri Forestali in servizio in Abruzzo e Molise hanno dato il via a servizi straordinari di prevenzione e repressione degli incendi boschivi tramite il potenziamento del servizio di monitoraggio ambientale e l’impiego di militari specializzati nella repertazione e nell’applicazione del Metodo delle Evidenze Fisiche, con cui è possibile ricostruire l’evoluzione di un incendio boschivo, individuandone il punto di insorgenza e la causa scatenante. Chi appicca un incendio boschivo rischia una pena che va da 6 a dieci anni di reclusione per l’ipotesi dolosa (incendio causato intenzionalmente) e da 2 a 5 anni se cagionato per colpa (per negligenza o imprudenza. Il bilancio dello scorso anno ha visto sedici piromani/incendiari denunciati e sanzioni per oltre 73.000 euro.
LE FORZE IN CAMPO. Trentanove sono le organizzazioni di volontariato convenzionate con l’Agenzia regionale di Protezione civile per le attività Aib, per un totale di circa 1.500 operatrici ed operatori specializzati nello spegnimento e nell’avvistamento degli incendi boschivi, che si avvalgono di 96 veicoli Aib di proprietà della Regione Abruzzo (fra cui quelli recentemente consegnati alle aree interne) e di ulteriori 70 veicoli di proprietà delle organizzazioni di volontariato.
Il sistema si avvale anche del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che, in base ad una specifica convenzione, mette in campo personale dedicato alla lotta agli incendi boschivi, nonché dei militari del 9° Reggimento Alpini - Battaglione Vicenza, di stanza all’Aquila, per il supporto alle attività antincendio. A completare il quadro dei mezzi a disposizione ci sono gli aerei della flotta di Stato, coordinati dal Dipartimento nazionale di Protezione civile, e due elicotteri regionali equipaggiati per la lotta agli incendi boschivi che possono vantare sia un’importante capacità di carico sia la possibilità di trasportare operatori direttamente sul luogo dove si è sviluppato l’incendio.
Tutti i mezzi aerei Aib sono gestiti a terra da sessanta direttori delle operazioni di spegnimento appartenenti a personale dei Vigili del Fuoco, dell’Agenzia regionale di Pc e dei Parchi nazionali.
I DIVIETI PRINCIPALI. L’ordinanza di Marsilio impone anche dei divieti. Come quello, su aree a rischio incendi boschivi, di accendere fuochi, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare motori, fornelli o inceneritori che producano faville o brace.
Così come è vietato inoltrare autoveicoli dotati di marmitta catalitica oltre il ciglio della strada, sui prati o nei boschi. E nelle discariche pubbliche o private è fatto obbligo di procedere alla ricopertura dei rifiuti con materiale inerte; nell’ambito di tali discariche è vietata la combustione dei rifiuti quali metodi di alimentazione degli stessi; eventuali incendi che dovessero insorgere dovranno essere immediatamente spenti dal gestore.
Infine è vietato gettare dai veicoli in movimento sigarette o sigari accesi o comunque compiere ogni altra operazione che possa creare pericolo immediato di incendio nei boschi, nei terreni cespugliati e nelle strade e nei sentieri che li attraversano. (l.c.)
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