Il camper rosa stamane in corso Umberto

23 Novembre 2023

E domani un altro appuntamento al liceo scientifico Galilei: «Violenze in crescita tra gli adolescenti»

PESCARA. «Lo dico da sempre, da poliziotto: la cosa più importante, quando si è vittima di soprusi, violenze o maltrattamenti, è la presa di coscienza. Prima ancora di denunciare, è importante essere una vittima consapevole, è la prima forma di tutela per capire come evitare il pericolo». A parlare è Cinzia Di Cintio, sostituto commissario della Polizia di Stato in servizio alla questura e componente del Gruppo antiviolenza avviato dal procuratore aggiunto Anna Rita Mantini.
La lunga esperienza di Di Cintio nel trattamento dei reati legati a stalking e violenza di genere, ne fa la testimone diretta di un fenomeno che oggi, come racconta lei stessa, ha visto abbassarsi l’età di vittime e persecutori, come purtroppo racconta la recente vicenda della povera Giulia Cecchettin, uccisa dall’ex fidanzato. «È sempre più importante», sottolinea il sostituto commissario, «parlarne e sensibilizzare i ragazzi, perché il fenomeno è in crescita anche tra gli adolescenti». E non è un caso se domani Di Cintio incontrerà i ragazzi dello scientifico Galilei con il team del Camper rosa della Polizia. Lo stesso camper che oggi, dalle 10 alle 13 sarà in corso Umberto dove, con l’associazione “Premio nazionale Borsellino”, ci sarà un incontro con una rappresentanza di ragazzi delle superiori. Confronti che la Polizia ha avviato sin dal 2017 quando proprio il sostituto commissario è stato responsabile del progetto del Camper rosa finalizzato alla prevenzione e non solo.
«È un progetto che prevede la presenza di una équipe multidisciplinare per aiutare le eventuali vittime a prendere coscienza della situazione e a capire quali sono le soluzioni migliori per intervenire. Prima della denuncia», spiega, «c’è lo strumento dell’ammonimento che, nel caso di persone che vivono nello stesso nucleo familiare, diventa allontanamento. Sono incontri che ci consentono di illustrare le possibilità di aiuto che ci sono, dal supporto gratuito dei centri antiviolenza alla tutela legale gratuita, che è fondamentale». L’obiettivo, far venire fuori il sommerso. E forse qualcosa si sta muovendo se, come raccontano i dati pubblicati dalla Regione Abruzzo, i casi di violenza registrati nei primi sei mesi di quest’anno sono pari a quelli di tutto il 2022. «Purtroppo», commenta Di Cintio, «è vero che dai dati delle forze dell’ordine sta aumentando il sommerso, ma è un aumento che riguarda anche le segnalazioni che arrivano ai centri antiviolenza, restituendo la foto di un fenomeno sempre più vasto».
Di qui l’importanza di parlare ai ragazzi: «Viviamo in un contesto in cui non ci rendiamo conto della disparità. Bisogna parlare anche e soprattutto alle ragazze e il messaggio è di non oggettificare il proprio corpo, come avviene sui social, è così che si sottende al possesso». (s.d.l.)