Il caso immigrati diventa politico
Manoppello, consigliere di opposizione contro l’assessore alle Politiche sociali
MANOPPELLO. La questione degli immigrati genera strascichi politici e investe chi ha responsabilità pubbliche. Lo sostengono, nei confronti del vice sindaco e assessore alle Politiche sociali, Melania Palmisano, le componenti del gruppo di opposizione L’Alternativa Barbara Toppi e Antonella Faraone. «Ci sentiamo molto in imbarazzo», scrivono, «rispetto al comportamento della Palmisano e la invitiamo a valutare la possibilità di restituzione della delega».
Secondo le due consigliere, «la Palmisano non è un cittadino qualunque, bensì l’assessore con delega alle politiche sociali. Pensa forse di assicurare il benessere dei cittadini, rispondendo alle lecite preoccupazioni dei residenti con la disinformazione? Per non parlare del polverone che ha alzato sulle presunte irregolarità urbanistiche della struttura che dovrà accoglierli. Un vice sindaco non può inviare una richiesta scritta al proprio sindaco chiedendone la verifica tecnica, ma può e deve accertarsene di persona. Comprendiamo che la materia urbanistica non sia semplice, ma pretendiamo che un amministratore sia in grado di distinguere una semplice richiesta di agibilità con un effettivo certificato. Evidentemente però», continuano nella nota, «la Palmisano non conosce la differenza, visto che insieme al consigliere Lucio Di Bartolomeo, ha chiesto all’ufficio tecnico e al sindaco di non rilasciare il certificato di agibilità per la struttura di Colle Sant’Andrea che dovrebbe ospitare i 24 migranti nordafricani, ignorando che la struttura ne è già in possesso».
Toppi e Faraone si dicono ancora più perplesse per il comportamento di Palmisano nella gestione del nuovo ambito Sociale che ha sostituito le attività di assistenza della comunità montana Majella Morrone da poco dismessa. «Nei mesi scorsi, si è rischiato di lasciare il nostro Comune senza servizi per la decisione di uscire dalla gestione associata che ha costretto la maggioranza a un celere dietrofront. Pochi giorni fa, la conferenza dei sindaci del nuovo Ambito ha scelto, seppur con molti dubbi, il Comune di Manoppello come Ente capofila. Per non rischiare il commissariamento, tale decisione doveva essere ratificata dai consigli comunali dei 22 comuni dell'ambito entro l’8 dicembre, come hanno fatto gli altri. Manoppello, nel ruolo di capofila, sarebbe dovuto essere il primo Comune a votarla e invece ancora non lo ha fatto. Di chi è la responsabilità?».
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