Il centro trasfusionale riduce le prestazioni

Allarme dell’Avis di Tocco. Il presidente: si rischia una diminuzione delle donazioni del 40 per cento
POPOLI. A rischio l’esistenza del Centro trasfusionale dell’ospedale della Santissima Trinità. Lo ha annunciato il presidente della sezione Avis di Tocco da Casauria, Orlando Galli, nel corso dell’incontro annuale degli iscritti che si ripete prima del periodo natalizio. Nel suo discorso di consuntivo dell’attività di donazione della cellula toccolana, Galli ha informato i soci di aver appreso di una possibile disattivazione del Centro di raccolta del sangue o, al meglio, di una riduzione delle sue prestazioni.
«Il centro trasfusionale dell’ospedale di Popoli che raggruppa i donatori di tutta la alta Val Pescara e parte della Valle Peligna, raccoglie circa 1300 donazioni all'anno da donatori», spiega Galli, «logisticamente legati a questo territorio. Nella malaugurata ipotesi che non dovesse esserci più un centro di raccolta a Popoli, assisteremmo a una drastica riduzione delle donazioni, poiché una buona parte di donatori non sarebbe disponibile a recarsi in strutture geograficamente più lontane. Anche nel caso di un ridimensionamento della struttura trasfusionale, la limitazione ad alcuni giorni della settimana per la donazione non sembra un provvedimento adeguato, perché cozza», va avanti il presidente, «con una realtà logistica-orografica e lavorativa locale molto complesse».
Secondo Galli questa condizione pone molti donatori ad adattarsi a far trascorrere molto tempo tra una donazione e l’altra, il che contribuirebbe ad una perdita secca valutabile almeno intorno al 40 per cento delle donazioni, che l’Azienda sanitaria difficilmente riuscirebbe a recuperare.
«Tutto ciò senza calcolare», fa notare Galli, «la perdita del valore culturale della donazione di sangue così faticosamente promossa fino ad oggi».
A questo si aggiunge la forte preoccupazione per la possibile riduzione dell’attività ematologica svolta dallo stesso personale del Centro trasfusionale a favore della popolazione per lo più anziana e con difficoltà di assistenza nel territorio.
Gli iscritti all’Avis fanno appello a chi di dovere di tenere in giusta considerazione il prezioso lavoro svolto dal servizio popolese, dimostratosi indispensabile per l’assistenza sanitaria del comparto territoriale interno. L’incontro con i donatori toccolani si è svolto con l’armonia del Natale e con la gioia di aver raggiunto nel 2016 il record delle 200 donazioni di sangue intero ed emoderivati.
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