Il cibo dal Banco Alimentare

È considerata una fabbrica della solidarietà: dona ciò che serve ai profughi
Scende in campo il Banco Alimentare a sostegno dei profughi ucraini in arrivo in Abruzzo. Per garantire cibo e prodotti igienici, alle tante associazioni che prenderanno in carico donne e bambini fuggiti dai territori di guerra, molti rimasti orfani e senza punti di riferimento.
La fame, insieme a un tetto sopra la testa, è un'emergenza primaria a cui far fronte. Lo sa bene il presidente del Banco Alimentare regionale, Antonio Dionisio, che ha collaudato la macchina degli aiuti nei due anni di pandemia. Adesso è la guerra a richiedere ulteriori energie per la distribuzione dei beni di prima necessità ai volontari e agli enti locali.
AIUTI AI RIFUGIATI
La prima azione messa in atto dal Banco Alimentare Abruzzo riguarda la promozione di una raccolta fondi da destinare direttamente ai banchi alimentari dei Paesi vicini al conflitto, Ucraina, Polonia, Moldavia e Romania per sostenere l'acquisto urgente di attrezzature per la movimentazione del cibo e il finanziamento di altri costi «per garantire una logistica efficiente e aiutare i rifugiati nello svolgimento delle normali attività quotidiane. Il secondo filone di intervento», ha spiegato Dionisio, «riguarda i profughi che stanno arrivando in Abruzzo. Ci siamo resi disponibili per sostenere le associazioni e i comuni che accolgono i rifugiati ucraini e che avranno necessità di scorte di generi alimentari». Finora sono state una decina le associazioni che si sono rivolte al Banco Alimentare Abruzzo: due comuni, due sedi del volontariato delle suore vincenziane, un'associazione di protezione civile e una casa famiglia gestita da suore.
«Per la prima assistenza», dichiara Dionisio, «abbiamo già consegnato 1.200 chili di prodotti negli ultimi giorni ad enti che sosteniamo abitualmente, ma che hanno necessità di un maggiore quantitativo di alimenti per far fronte all'assistenza dei profughi».
IN PRIMA LINEA
Il Banco Alimentare, per sua natura, non si occupa della distribuzione diretta dei generi di prima necessità, alimentari e prodotti per l'igiene, ma interviene solo a supporto di associazioni di volontariato ed enti locali. Il paniere dei prodotti varia a seconda delle richieste e delle esigenze del momento. «Siamo in prima linea per aiutare chi, a sua volta, aiuta», afferma Dionisio, «rimaniamo convinti che sia necessario fare l’ordinario nello straordinario. In particolare, in questa situazione di accresciuta emergenza, crediamo sia decisivo continuare la nostra opera quotidiana che rende possibile una risposta alle necessità dei tantissimi profughi che stanno arrivando in Abruzzo, così come dei tanti nuovi poveri che le conseguenze della guerra rischiano di provocare».
Per contattare il Banco alimentare bisogna inviare una mail a info@abruzzo.bancoalimetare.it. In alternativa, è possibile recarsi direttamente alla sede regionale, in via Celestino V, a Pescara.
CAMPAGNA DI
SENSIBILIZZAZIONE
Il Banco Alimentare Abruzzo continua anche la campagna di sensibilizzazione nei confronti delle aziende locali private «perché donino le eccedenze di generi alimentari e i prodotti per l'igiene personale». «Da anni», sostiene Dionisio, «il Banco Alimentare Abruzzo fa da hub a un'azienda che produce pannolini e prodotti per l'igiene intima che riceviamo e smistiamo agli altri 20 banchi alimentari in Italia. Come accaduto nella fase pandemica, la nostra funzione è quella di supportare gli enti che si occupano di chi ha bisogno di aiuto concreto e arriva dall'Ucraina senza nulla, privo di ogni cosa. Un'emergenza che siamo pronti ad affrontare insieme».
La Federazione Banco Alimentare italiana ha già raccolto, con le donazioni, 1,8 milioni di euro da aziende, fondazioni, organizzazioni, gli stessi membri Feba e privati. 435 mila euro sono stati destinati alla consegna di cibo al Banco Alimentare in Romania per ridistribuire il cibo agli ucraini in Moldavia, dove le stime prevedono l'arrivo di 200.000 rifugiati.

