Il cimitero torna in consiglio comunale
PESCARA. «Una resa dei conti», come l’ha definito ieri un consigliere comunale del Pd. Una resa dei conti tutta interna al Partito democratico, tra i «dem» di rito dalfonsiano e il resto dl gruppo,...
PESCARA. «Una resa dei conti», come l’ha definito ieri un consigliere comunale del Pd. Una resa dei conti tutta interna al Partito democratico, tra i «dem» di rito dalfonsiano e il resto dl gruppo, che potrebbe svilupparsi di nuovo stamattina nel corso del consiglio comunale, convocato alle 9 per approvare l’ampliamento del cimitero di Colle Madonna. Prroprio due settimane fa, prima di dare l'ok alla delibera presentata dal vicesindaco Enzo Del Vecchio, che oggi verrà riproposta per porre una soluzione alla mancanza di loculi nel cimitero, il consiglio comunale si è andato man mano svuotando, facendo mancare il numero legale dei presenti. In aula rimasero solo in 6: il sindaco Marco Alessandrini, Antonio Natarelli, Emilio Longhi, Pierpaolo Zuccarini, Carlo Gaspari, tutti del Pd, ovvero i dalfonsiani ortodossi nell’assise civica (con l’aggiunta del capogruppo, però quel giorno assente, Marco Presutti), più Ivano Martelli, di Sel. Un filibustering che fece irritare non poco il primo cittadino, tanto da indurlo a inviare ai consiglieri del proprio un partito una sorta di diktat di richiamo all’ordine. Insomma, una specie di «questione di fiducia», prendere o lasciare, di cui oggi si vedrà l'efficacia, e che comunque porterà alla conta il gruppo del Pd, capitanato da Presutti, che qualche avversario interno ce l'ha. Uno showdown, poiché, nei giorni scorsi, la serie di riunioni e di contatti che si sono avuti tra gli esponenti del Pd, avrebbe sì ufficialmente ricompattato il partito, ma con malumori riemersi come un fiume carsico. Anche se ieri, da alcuni esponenti del Pd, sono arrivate dichiarazioni rassicuranti sull’esito del voto di stamattina. «Nel caso in cui non fosse così», è stato però sottolineato ieri, «dovremmo prenderci la responsabilità di questo, e andare tutti a casa». E la frattura, all’interno del centrosinistra, si potrebbe accentuare se ai non dalfonsiani si dovessero aggiungere, nel filibustring, come si è vociferato nei giorni scorsi, anche i componenti di Scegli Pescara e i Liberali.
(VdL )
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