Il Codacons fa causa al Comune: «Troppo smog, salute a rischio»

L’associazione dei consumatori denuncia l’omessa adozione di provvedimenti contro l’inquinamento e porta l’amministrazione Masci davanti al Tar del Lazio: «Dal 2012 nessuno ferma le polveri sottili»
PESCARA. Troppo smog in città e Pescara (120mila residenti) finisce nella lista nera insieme a Milano (1,3 milioni di abitanti), Roma (2,8 milioni) e Napoli (3 milioni). E adesso l’amministrazione Masci deve difendersi davanti al Tar del Lazio insieme alle città più popolose e trafficate d’Italia per «omessa adozione di provvedimenti idonei a garantire la salubrità dell’aria e dell’ambiente»: «C’è un problema cronico riguardo l’inquinamento dell’aria e le azioni finora poste in essere dalle amministrazioni pubbliche non sono state sufficienti a tutelare la salute dei cittadini, anzi sono state manifestamente inerti rispetto a un obbligo normativo», denuncia il Codacons con un ricorso presentato contro Comune di Pescara e altri 44 enti locali italiani, contro il ministero dell’Ambiente e anche contro 11 Regioni, Abruzzo compreso: l’associazione a tutela dei consumatori, guidata da Carlo Rienzi, chiede «l’accertamento della responsabilità di plurime violazioni» in materia di inquinamento e «la condanna al risarcimento del danno non patrimoniale» pari a duemila euro a testa per un lungo elenco di cittadini ricorrenti. La risposta del sindaco Carlo Masci e della giunta sta nella resistenza al ricorso con il mandato all’avvocatura «di adottare tutti gli atti necessari».
La storia è lunga e parte da lontano: nel 2012, con l’amministrazione Albore Mascia, a fronte di una serie di superamenti dei limiti delle polveri sottili, il Codacons mandò una diffida in municipio chiedendo di «attivarsi in qualunque modo e con qualunque mezzo al fine di correttamente tutelare la salute dei cittadini italiani». Adesso, a distanza di oltre 10 anni, il Codacons sostiene che «stante il costante superamento, nel corso del tempo, dei valori di inquinanti nell’aria, è dimostrata l’inerzia delle amministrazioni coinvolte rispetto a quanto disposto dalla normativa. In altre parole, nonostante la diffida inviata nel 2012», dice il ricorso, «le amministrazioni non hanno adottato provvedimenti idonei ad assicurare la qualità dell’aria».
Il Codacons dice che i residenti delle città con picchi di smog sono stati esposti al rischio di ammalarsi: «Riguardo i rischi e gli effetti dannosi che l’esposizione allo smog provoca sulla salute, sia nel breve che nel lungo termine, l’Agenzia europea dell’ambiente rileva che l’inquinamento atmosferico è correlato all’1% circa di tutti i casi di cancro in Europa e provoca circa il 2% dei decessi complessivi ascrivibili a tale malattia. Il dato», dice il ricorso, «sale al 9% se si considerano solo i tumori ai polmoni. Inoltre, è stato rilevato che vi è una correlazione tra l’esposizione a lungo termine al particolato e l’insorgere della leucemia in adulti e bambini».
A febbraio scorso, a Pescara e nelle città limitrofe, Montesilvano e Francavilla, si sono contati almeno 9 giorni di fila di polveri ultrasottili alle stelle.

