Il Colle: «Disumano, allarmante»
Un «atto disumano, allarmante»: il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, interviene così sulla vicenda degli adesivi antisemiti degli ultrà laziali domenica scorsa all'Olimpico, l'immagine...
Un «atto disumano, allarmante»: il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, interviene così sulla vicenda degli adesivi antisemiti degli ultrà laziali domenica scorsa all'Olimpico, l'immagine di Anna Frank vestita con la maglietta giallorossa.
Dal mondo della politica alla Conferenza episcopale, lo sdegno è stato unanime. Per il presidente della Repubblica, utilizzare l'immagine di Anna Frank «come segno di insulto e di minaccia, oltre che disumano, è allarmante per il nostro Paese, contagiato, 80 anni addietro, dall'ottusa crudeltà dell'antisemitismo».
Il Capo dello Stato ha parlato con il Ministro dell'Interno di quanto accaduto allo stadio Olimpico e Minniti - si legge in una nota del Quirinale - gli ha assicurato grande impegno «per individuare i responsabili di un comportamento così ignobile affinché vengano perseguiti secondo la legge e vengano definitivamente esclusi dagli stadi».
Per il presidente del consiglio Paolo Gentiloni quello che è accaduto all'Olimpico è «qualcosa di incredibile, inaccettabile, da non minimizzare e da non sottovalutare». Anche il segretario del Pd Matteo Renzi ha commentato la vicenda: «Se io fossi il presidente di una squadra di calcio, domani scenderei in campo con la Stella di David al posto dello sponsor. E spiegherei ai ragazzi delle curve perché quando pronuncio il nome di Anna Frank mi vengono i brividi. Restiamo umani, amici».
Per il ministro degli Esteri, Angelino Alfano «Anna Frank non rappresenta un popolo o un gruppo etnico, Anna Frank siamo tutti noi al cospetto dell'inaccettabile. La sua figura non può essere usata per offendere qualcuno».
Parole durissime di condanna di quanto accaduto e di solidarietà nei confronti della Comunità ebraica di Roma sono state espresse da mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone e presidente della Commissione Cei per l'ecumenismo e il dialogo. «Stiamo sottovalutando l'antisemitismo risorgente in diversi modi. Non è possibile - aggiunge mons. Spreafico - dimenticare ciò che è avvenuto soprattutto usando il nome, la storia e il dramma di Anna Frank in questo modo. Penso veramente che bisogna vergognarsi, che l'unica parola è: vergogna».
Dal mondo della politica alla Conferenza episcopale, lo sdegno è stato unanime. Per il presidente della Repubblica, utilizzare l'immagine di Anna Frank «come segno di insulto e di minaccia, oltre che disumano, è allarmante per il nostro Paese, contagiato, 80 anni addietro, dall'ottusa crudeltà dell'antisemitismo».
Il Capo dello Stato ha parlato con il Ministro dell'Interno di quanto accaduto allo stadio Olimpico e Minniti - si legge in una nota del Quirinale - gli ha assicurato grande impegno «per individuare i responsabili di un comportamento così ignobile affinché vengano perseguiti secondo la legge e vengano definitivamente esclusi dagli stadi».
Per il presidente del consiglio Paolo Gentiloni quello che è accaduto all'Olimpico è «qualcosa di incredibile, inaccettabile, da non minimizzare e da non sottovalutare». Anche il segretario del Pd Matteo Renzi ha commentato la vicenda: «Se io fossi il presidente di una squadra di calcio, domani scenderei in campo con la Stella di David al posto dello sponsor. E spiegherei ai ragazzi delle curve perché quando pronuncio il nome di Anna Frank mi vengono i brividi. Restiamo umani, amici».
Per il ministro degli Esteri, Angelino Alfano «Anna Frank non rappresenta un popolo o un gruppo etnico, Anna Frank siamo tutti noi al cospetto dell'inaccettabile. La sua figura non può essere usata per offendere qualcuno».
Parole durissime di condanna di quanto accaduto e di solidarietà nei confronti della Comunità ebraica di Roma sono state espresse da mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone e presidente della Commissione Cei per l'ecumenismo e il dialogo. «Stiamo sottovalutando l'antisemitismo risorgente in diversi modi. Non è possibile - aggiunge mons. Spreafico - dimenticare ciò che è avvenuto soprattutto usando il nome, la storia e il dramma di Anna Frank in questo modo. Penso veramente che bisogna vergognarsi, che l'unica parola è: vergogna».

