«Il Comune non rispetta il giro di vite sui migranti»
Sospiri (FI) accusa il sindaco Alessandrini di violare il decreto del ministro Salvini «Assurdo trasformare i centri di accoglienza per affidarli alle cooperative rosse»
PESCARA. «Il sindaco Marco Alessandrini fa il gioco delle tre carte e cerca di bypassare il decreto Salvini sull’immigrazione, in via di pubblicazione, accelerando in modo assurdo le procedure per trasformare i Cas in Sprar sul fil di lana e concentrare circa 200 presunti profughi nei centri aperti in via Tiburtina, gestiti dalle cooperative rosse, come Eta Beta e Arci». È quanto ha detto ieri in una conferenza stampa il capogruppo alla Regione Lorenzo Sospiri. Presente anche il consigliere comunale Fabrizio Rapposelli.
«Ci chiediamo le ragioni di tale scelta, che veramente non riusciamo a capire», ha affermato Sospiri, «sapendo che il decreto Salvini cancellerà Cas e Sprar, restringendo le maglie, anche finanziarie, per la gestione degli immigrati, a vantaggio dell’economia italiana. Ci chiediamo chi guadagnerà in tale operazione e quale possa essere l’interesse dell’amministrazione Alessandrini. Ovviamente siamo pronti ad alzare barricate contro tale iniziativa, informando, nel frattempo, i cittadini residenti in via Tiburtina, che già oggi vivono una situazione di grande precarietà sul fronte della sicurezza, una condizione che inevitabilmente è destinata ad aggravarsi».
«La prefettura ha messo a bando l’ospitalità e l’accoglienza dei presunti profughi per il 2019, prevedendo 630 posti rispetto ai 1.200 del 2018», ha fatto presente il capogruppo, «il numero si è quasi dimezzato innanzitutto per la politica del ministro Salvini che ha oggettivamente ridotto il numero degli sbarchi, ma ovviamente siamo andati a vedere che fine hanno fatto le persone alle quali nel 2019 non dovremmo preoccuparci di dare vitto e alloggio. Restano, però, fuori 331 persone di cui non abbiamo traccia».
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