Il Comune parte civile nel processo sull’ex fonderia

2 Marzo 2017

SAN GIOVANNI TEATINO. Nel processo contro la proprietà dell'ex fonderia Di Nicola, non ancora bonificata, il Comune di San Giovanni Teatino si costituirà parte civile. La prima udienza si terrà il 27...

SAN GIOVANNI TEATINO. Nel processo contro la proprietà dell'ex fonderia Di Nicola, non ancora bonificata, il Comune di San Giovanni Teatino si costituirà parte civile. La prima udienza si terrà il 27 marzo. La Procura di Chieti contesta alla Master Building Sardinia, società che negli anni scorsi comprò all'asta il dismesso complesso industriale di via Mazzini, di non aver effettuato, entro un anno dall'acquisto, il ripristino delle condizioni di sicurezza del sito, ci sono ancora cumuli di amianto.

Secondo il pm Giancarlo Ciani, l'ex fonderia è diventata «una discarica abusiva di rifiuti pericolosi e non pericolosi». Una delle numerose perizie fatte sul vecchio opificio stimerebbe in 1,2 milioni il costo delle operazioni di risanamento ambientale. Martedì, la giunta Marinucci ha deliberato di inserirsi nel procedimento penale come parte lesa. Configurandosi l'insediamento di via Mazzini come discarica abusiva a cielo aperto, se la proprietà non si deciderà a togliere l'eternit, rispettando l'ultimatum della Asl che scadrà tra un mese, la palla rischia di passare al Comune.

Per adesso, l'ente sta monitorando l'iter per la bonifica. Nella conferenza di servizi del 22 luglio scorso, la Master Building Sardinia, rappresentata dal consulente Nicola Carboni, ha fatto presente che dopo la «rimozione della copertura in eternit, visti lo stato dei luoghi e l'impossibilità di eseguire carotaggi, si è ritenuto di procedere a operazioni di caratterizzazioni successivamente alla messa in sicurezza e all’ inizio della bonifica». Alla stessa conferenza, l'Arta faceva sapere che la proprietà è tenuta ad attuare le misura di prevenzione e riparazione, tenendo conto di quanto indicato nelle linee guida per le indagini ambientali nei siti industriali dismessi. Il 22 dicembre scorso, l'architetto Assunta Di Tullio, del Comune, segnalava che la Master Building Sardina non aveva ancora ottemperato alle richieste dell'Arta. Il 6 febbraio, la Di Tullio ha scritto alla Asl di Chieti per chiedere di verificare se le coperture in amianto abbiano subito danni per le nevicate e se il documento di valutazione dello stato di conservazione dell'eternit, presentato un anno fa dalla Master Building, possa ritenersi ancora valido. Il carteggio continua, la società sta per affrontare un processo per mancata bonifica, ma dei lavori di risanamento in via Mazzini ancora niente.

Gabriella Di Lorito

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