Il consigliere decaduto Calore: «Vittima di un attacco personale»

8 Febbraio 2023

TORRE DE’ PASSERI. Dopo tre assenze dagli scranni consiliari, il 9 marzo, il 27 aprile e il 29 giugno 2022, di cui solo l’ultima giustificata per problemi di salute, il consigliere di opposizione...

TORRE DE’ PASSERI. Dopo tre assenze dagli scranni consiliari, il 9 marzo, il 27 aprile e il 29 giugno 2022, di cui solo l’ultima giustificata per problemi di salute, il consigliere di opposizione (lista civica Un’altra Torre) al Comune di Torre de’ Passeri, Maurizio Calore, 51 anni, consulente del lavoro e commercialista, viene dichiarato decaduto dal consiglio comunale il 13 ottobre scorso e rimandato a casa. Il sindaco di Torre, Giovanni Mancini, all’epoca spiegò: «Abbiamo solo applicato il regolamento comunale in merito alle tre assenze di cui solo una giustificata». Ma Calore non ci sta.
Con il sostegno legale dell’avvocato Maurizio Mililli ricorre al Tar e vince. A due riprese. Nella prima udienza, a dicembre scorso, il Tar dispone la sospensione dell’efficacia della delibera e Calore torna a sedere sui banchi consiliari. Il provvedimento viene confermato in udienza collegiale il 13 gennaio scorso (pubblicata il 17) e ieri mattina, in Provincia, Mililli e Calore convocano una conferenza stampa per spiegare «l’insolita vicenda» vissuta «all'interno dell'amministrazione comunale». Il legale spiega la decisione del Tar: «Il Comune doveva prendere atto della giustificazione data da Calore, il giudizio del medico è insindacabile. Il mio assistito stava davvero male, aveva problemi a una gamba e aveva inviato al Comune un certificato medico il 27 giugno», cioè due giorni prima della seduta a cui avrebbe dovuto prendere parte. «La decadenza di Calore», prosegue l'avvocato, «ha leso un principio di democrazia, in palese violazione dell’esercizio della funzione pubblica in quanto c'è stato un elettorato che si è espresso. Le accuse vennero smentite dal certificato medico. Sull’evidenza delle carte presentammo istanza di autotutela, sollecitando il Comune al ripensamento. Informammo anche il prefetto che chiese al Comune una relazione dettagliata della vicenda».
Calore ha ritenuto la sospensione dalle aule consiliari un «attacco personale. Contestare documenti medici», ha detto ieri, «ci è sembrata una vicenda senza precedenti, unica in Italia. Il consigliere è espressione del suffragio universale e toccare questa figura significa alterare la democrazia». Con questo gesto «dovevamo tutelare la comunità e riportare la legalità, confidiamo nella giustizia».
Ribadisce il sindaco: «Abbiamo applicato il regolamento. La vicenda non si è ancora conclusa, con i nostri legali valuteremo il da farsi in attesa della sentenza definitiva del 24 gennaio 2024».