Il consultorio resta chiuso: scatta la protesta in piazza

17 Ottobre 2020

La Asl rinvia ancora la riapertura della struttura, i cittadini si rivolgono al sindaco Intanto nell’ex Omni sono in funzione ambulatori per i vaccini e assistenza Covid

FRANCAVILLA. Slitta ancora la riapertura del consultorio a Francavilla e i cittadini scendono in piazza per manifestare tutto il loro dissenso, chiedendo aiuto al sindaco Antonio Luciani.
L'ultima tappa di un percorso iniziato all'alba della scorsa estate si è svolta ieri pomeriggio, quando i promotori dell'iniziativa Livio Bove, Drusiana Paolini (responsabile del consultorio) e la psicologa Ilia Marisi, hanno incontrato in largo Modesto Della Porta il primo cittadino di Francavilla per chiedere chiarimenti, ma soprattutto sostegno lungo la strada che dovrebbe portare alla riapertura.
Con loro anche decine di cittadini e alcuni operatori sanitari di San Giovanni Teatino, altro centro che fa capo al consultorio di Francavilla così come Ripa Teatina, Miglianico e Torrevecchia. Andando a ritroso, la struttura consultoriale, ospitata fino a marzo nell'ex Padovano, è stata chiusa insieme al centro vaccinale per mettere tutti gli spazi a disposizione dell'emergenza coronavirus nel momento in cui è scoppiata la pandemia.
Smaltita la prima ondata il centro vaccinale, dopo le lamentele dei genitori, è tornato in funzione e il consultorio no. Per questo, nel mese di luglio il sindaco Luciani ha chiesto e ottenuto un incontro con il direttore della Asl di Chieti Thomas Schael. Nell'occasione, il Comune di Francavilla ha messo a disposizione i locali dell'ex Omni per ripristinare il servizio, strappando l'impegno dalla riapertura già per settembre. Il mese scorso dalla Asl hanno fatto sapere che le tempistiche si sarebbero allungate di 30 giorni.
Nel frattempo, complice l'arrivo della seconda ondata, all'interno dell'ex Omni ha aperto l'Usca (Unità speciale di continuità assistenziale), specializzata nell'assistere i malati di Covid non ospedalizzati, mentre un’altra ala è stata dedicata ai vaccini anti-influenzali, con il consultorio destinato ad attendere.
«Ben venga l'apertura dell'Usca, fondamentale in questo momento, così come l'ambulatorio per le vaccinazioni», afferma Bove, «quello che noi sosteniamo però è che il consultorio ha la medesima importanza degli altri servizi. Parliamo dei corsi pre-parto, assistenza psicologica e aiuto ai meno abbienti. Tutte attività che non possono attendere la fine della pandemia, con cui probabilmente dovremmo convivere per mesi se non anni. Per questo chiediamo al sindaco e alla Asl di trovare la giusta formula per ripristinarlo a stretto giro, anche per evitare agli interessati di dover arrivare fino a Chieti».
Ma se il direttore dell’azienda sanitaria Schael fa sapere tramite l'ufficio stampa che «adesso viene data priorità ai vaccini, ma non appena smaltito il carico di lavoro quei locali, per i quali sono stati eseguiti anche dei piccoli lavori strutturali, verranno destinati al ritorno del consultorio», il sindaco Luciani, chiamato in causa dai cittadini precisa: «Come Comune abbiamo fatto tutto quello che potevamo, anche di più. Proprio per far fronte alle centinaia di mail che chiedevano la riapertura, a luglio sono stati offerti alla Asl di Chieti i locali dell'ex Omni in modo del tutto gratuito. Se ora la Asl ha deciso che devono essere utilizzati per altro non so cosa dire. Il direttore Schael ci aveva promesso che avrebbe ripristinato il consultorio. Per ora così non è stato. Ne prendo atto».
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