Il costruttore del colle che sfidò Marini

7 Ottobre 2016

Imprenditore con la passione per la politica, Di Giovanni è il suocero del sindaco di Montesilvano

PESCARA. Nel 1956, a 13 anni, lasciò la scuola per fare il muratore. Nel 1966 comprò la prima gru. L’anno dopo, proprio con quella gru, iniziò a costruire l’hotel Ermitage di Silvi. Da quel momento, cominciò la scalata senza limiti di Raffaele Di Giovanni, 73 anni. Primo figlio di una famiglia di contadini, tre fratelli e una sorella, Di Giovanni ha costruito case, palazzi e centri commerciali. Il suo è stato un impero che, nei tempi d’oro, ha dato lavoro a 350 dipendenti. A partire dalla Saitem, prima azienda della famiglia Di Giovanni: una ditta che ha costruito il Villaggio Mediterraneo a Chieti Scalo e la sede della Teca a Ortona, ha ampliato gli stabilimenti De Cecco a Fara San Martino, ha lavorato con Dino Di Vincenzo e Walter Tosto e collaborato alla nascita del porto turistico di Pescara. Dalla Saitem, un centinaio di dipendenti, sono nate poi le altre società di Di Giovanni. Come la Saicem, nome che sta per Società appalti immobiliari costruzioni edili Montesilvano, dichiarata fallita dal tribunale di Pescara per 922 mila euro di debiti.

Da zero a proprietario di una trentina di gru, eccola l’ascesa del costruttore. In un’intervista al Centro del 2013, Di Giovanni – padre di tre figli, Antonio, amministratore della Saicem, la commercialista Deborah e l’avvocato Cristina, moglie del sindaco di Montesilvano Francesco Maragno – ha raccontato così i suoi inizi: «All’epoca lavoravo anche di domenica soltanto per imparare il mestiere mentre, adesso, l’apprendistato si fa soltanto per interesse ma, così, le maestranze si estinguono. Il muratore di una volta sapeva fare di tutto, oggi è impossibile trovare un mastro». Un imprenditore con il “vizio” della politica: dal 1975 al 2006, Di Giovanni è stato consigliere comunale a Montesilvano. Nel 2001, per una manciata di voti gli è sfuggita l’elezione alla Camera dei deputati: se non fosse stato per gli amici-nemici di Forza Italia del Teramano che gli hanno voltato le spalle, nel collegio 11, avrebbe vinto lui e non un certo Franco Marini, uno che tra il 2006 e il 2008 sarebbe diventato presidente del Senato. A Montesilvano, però, contro Marini ha vinto lui con 1.500 voti di scarto. (p.l.)

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