Il Covid è ripartito tra i giovanissimi
Effetto scuola: +28% di casi tra i bimbi e +13% tra i ragazzi In crescita a Pescara e all’Aquila, in calo a Chieti e Teramo
Il virus in Abruzzo si diffonde ora a due velocità: diminuisce tra le fasce più anziane della popolazione, cresce tra chi dal 12 settembre scorso va a scuola. A scattare la fotografia alla situazione della pandemia è il report della Regione sui contagi di settembre.
Se si guarda il dato abruzzese in generale, i casi si mostrano in discesa: tra il primo e il 10 settembre si sono registrati 5.200 contagi, mentre nei dieci giorni successivi (dall’11 a ieri) sono stati 4.742, ossia il 9% in meno. Se si scende però nel particolare, si scopre che i ragazzi tra i 12 e i 19 anni, cioè quelli che frequentano le scuole medie e superiori, sono passati da far registrare 180 contagi nei primi dieci giorni di settembre, a 230 nei successivi dieci giorni, con una crescita del 28%. Ancora più eclatante il dato dei bimbi fino a 11 anni: sono passati da 319 a 468 contagi, facendo segnare una crescita del 47%. Siamo chiaramente davanti al temuto “effetto scuola”. Riprova ne è il fatto che le altre fasce della popolazione vedono scendere i casi di positività. Gli ultraottantenni, infatti, negli ultimi dieci giorni ne hanno fatti registrare il 20% in meno, mentre la popolazione tra i 20 e i 79 anni ha visto una discesa del 13%.
Ma il virus in Abruzzo si diffonde a diverse velocità anche tra le diverse città del territorio. Emblematico, in tal senso, è il confronto tra i capoluoghi di provincia: all’Aquila e Pescara i casi crescono, a Teramo e Chieti invece scendono.
LE CITtà: CHI SALE
Tra i capoluoghi di provincia, sono innanzitutto in crescita Pescara e L’Aquila, città più popolose e colpite della regione. La prima è passata dai 350 casi dei primi dieci giorni di settembre ai 366 degli ultimi dieci giorni, facendo registrare una crescita del 5%. Il capoluogo di regione è invece passato da 261 a 314, con una salita del 20%. È però Lanciano la città in cui il virus si mostra più in crescita: da 125 a 203 casi, quindi un’impennata del 62%. Salita vertiginosa anche per Penne (più 31%), San Salvo (più 26%) e Avezzano (più 24%). In crescita i casi anche a San Giovanni Teatino (più 21%) e Montesilvano (più 9%). E poi anche Martinsicuro, Tortoreto, Guardiagrele, Pianella, Manoppello, Montorio al Vomano, Civitella Roveto e Tagliacozzo, che compaiono tra i 30 Comuni più colpiti d’Abruzzo negli ultimi dieci giorni, mentre non erano nell’elenco nei dieci giorni precedenti.
Infine c’è il caso di Pineto, che nei due diversi periodi in esame di settembre ha fatto registrare lo stesso identico numero di casi, cioè 62.
LE CITTà: CHI SCENDE
Come detto, Teramo e Chieti sono i due capoluoghi di provincia che vedono scendere il numero dei casi. La prima è passata da 168 a 124 casi in dieci giorni, facendo segnare un calo del 26%, la seconda da 200 a 154, con una discesa del 23%.
Ma il record dei contagi in picchiata è per Giulianova: da 72 a 46 casi, cioè meno 36%.In calo anche Ortona e Loreto Aprutino (meno 25%), Francavilla al Mare (meno 22%), Atessa (meno 16%), Spoltore (meno 15%), Silvi, Roseto e Cepagatti (meno 13%), Sulmona (meno 10%) e Vasto (meno 1%).
In discesa (o stabili) anche Atri, Balsorano, Carsoli, Città Sant’Angelo, Celano, San Benedetto dei Marsi, Alba Adriatica e Scerni, che negli ultimi dieci giorni sono usciti dall’elenco dei 30 Comuni più colpiti della regione.

