Il curvone sarà Largo Venezuela

16 Marzo 2018

È il nome scelto dai cittadini per intitolare la piazza vicina ai Grandi alberghi

MONTESILVANO. Largo Venezuela. Questo il nome scelto dai montesilvanesi per intitolare la piazza del curvone grazie al concorso “Dai un nome alla piazza” e condiviso dalla Giunta. «Nei mesi scorsi», ricorda il sindaco Francesco Maragno, «abbiamo voluto coinvolgere i nostri concittadini per scegliere insieme un nome da dare alla piazza del curvone antistante i Grandi alberghi che, da quando è stata riqualificata, è divenuta nuovo luogo di aggregazione per la città. Attraverso la pagina Facebook del Comune e tramite mail, abbiamo raccolto le proposte. Diversi i suggerimenti pervenuti, ma uno dei più interessanti è l’intitolazione al Venezuela. Abbiamo condiviso la proposta e formalizzato la scelta con delibera di Giunta».
Nell’atto si sottolinea che l'ambito in cui si inserisce la nuova intitolazione è circoscritto da strade e viali i cui nomi richiamano Stati esteri. Nella zona, inoltre, sono presenti molte famiglie emigrate in Venezuela, che ora vivono stabilmente nel quartiere. «L’Abruzzo», sottolinea il primo cittadino, «presenta una comunità venezuelana molto corposa. Nella nostra città, in special modo, sono moltissime le famiglie con origini venezuelane. Dopo la Seconda guerra mondiale, sono stati tantissimi gli italiani emigrati in Venezuela e negli anni 60 costituivano la comunità straniera più numerosa del Venezuela, precedendo spagnoli e portoghesi. Questo Paese ha dato alle famiglie italiane tantissime opportunità per trovare benessere e costruire il proprio successo. Questa intitolazione inoltre vuole essere un messaggio di vicinanza nei confronti di tutti quei venezuelani che in questi anni stanno vivendo una situazione economica e sociale drammatica, con moltissimi morti. Solo nel 2017 sono stati quasi 100mila i venezuelani che hanno avuto accesso alle procedure di asilo in altri Paesi. L’alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha dichiarato i migranti venezuelani “rifugiati”. Una recente inchiesta del New York Times, realizzata in 21 ospedali pubblici, ha messo in luce le gravissime condizioni di malnutrizione di migliaia di bambini. Questa situazione non può lasciarci indifferenti. Ecco perché abbiamo accolto la proposta dei cittadini».