Il dolore dei genitori Alessia e Patrizio

19 Maggio 2022

Il padre di Tommaso tra i primi ad arrivare sul posto: la famiglia abita accanto all’asilo

L’AQUILA. «Dov’è Tommaso?» Il padre arriva immediatamente all’asilo. Anzi. Alcuni testimoni lo vedono precipitarsi per raggiungere il piccolo. La famiglia abita proprio qui di fronte. Tra la casa e l’asilo c’è soltanto un muro. Che però, oggi, non è un ostacolo.
la famiglia
La vita di Patrizio D’Agostino, dipendente di una catena di prodotti per la casa e della moglie Alessia Angelone, operatrice di una struttura per l’infanzia, si ferma di botto. Dalla speranza nell’affidarlo alle cure dei medici al crollo di quella notizia arrivata alle 16,45, che mai nessuno avrebbe voluto sentire. Il papà, sui social, aveva lanciato una campagna a favore di Abio in occasione del suo compleanno. «L’obiettivo: rendere l’ospedale un luogo più a misura di bambino attraverso l’accoglienza, il gioco, l’ascolto, l’allestimento di reparti più accoglienti e colorati, al fine di rendere il meno traumatica possibile la permanenza in ospedale», scriveva. «Era il mio piccolo Amore», racconta la zia Giusi Fonzi, che con le parole ci lavora perché fa la giornalista di professione. «Una personcina particolare, speciale. Forse troppo delicato per questo mondo. Un bambino sensibile, empatico. Un puro, non perché tutti i bambini non lo siano, ma perché lui lo era per davvero». Giusi parla dal pronto soccorso dell’ospedale. I genitori e i familiari sono tutti sotto choc. Molti fanno ricorso alle cure mediche perché colti da malori. Psicologi al lavoro per il sostegno. In lutto la comunità di Pile. Questa sera alle 20,30 nella chiesa tenda di Sant’Antonio sarà recitato il Rosario e alle 21 sarà celebrata la Messa «per i bambini e le famiglie coinvolte nell’immane tragedia che ha funestato il nostro quartiere oltre che la città», dice il parroco don Ramon Mangili.
l’altra famiglia
C’è un’altra famiglia nel dolore. È quella della macchina impazzita. Davanti alle scalette dell’asilo sono seduti padre, madre e figlio, un ragazzo di corporatura robusta che non smette un attimo di piangere. Il padre gli regge la testa, gli mettono anche l’acqua sul capo e lui si bagna ancora di più quella maglietta rosa già intrisa delle sue stesse lacrime. Non si dà pace. Lui era rimasto sopra a quell’auto – incustodita – prima del disastro: non è ferito, ma lo siedono su una di quelle seggioline per i piccoli e tentano di consolarlo come possono. «Stanno bene, stanno bene, non ti preoccupare», gli dicono i grandi che si dedicano a lui. I vertici della scuola invitano a rispettare il loro dolore. Sul posto il sindaco Pierluigi Biondi (che andrà anche in ospedale), la sua avversaria politica Stefania Pezzopane, l’assessore Francesco Cristiano Bignotti.
«GUARDA CHE BEL SOLE»
L’ultima immagine della giornata da tregenda è quella mamma che accompagna la figlia ferita nel tragitto tra il giardino e l’ambulanza. «Guarda che bel sole, apri gli occhi e mi raccomando: non ti addormentare». (e.n.)
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