Il dono della scolaresca al presidente Mattarella

1 Maggio 2018

BUSSI SUL TIRINO. Gli studenti della classe III E della scuola secondaria del plesso di Bussi sul Tirino dell’Istituto omnicomprensivo di Popoli guidati dalla dirigente Patrizia Corazzini e...

BUSSI SUL TIRINO. Gli studenti della classe III E della scuola secondaria del plesso di Bussi sul Tirino dell’Istituto omnicomprensivo di Popoli guidati dalla dirigente Patrizia Corazzini e accompagnati da alcuni docenti, sono stati protagonisti delle celebrazioni del 25 aprile a Casoli (Chieti) dove è stato calorosamente accolto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, giunto nella Valle dell'Aventino per onorare i patrioti della Majella, la cui Brigata Majella si costituì proprio in quel territorio.
I ragazzi, hanno voluto donare personalmente presidente una copia del Calendario per la Costituzione, dove i vari mesi dell’anno sono stati dedicati ai diversi principi fondanti della Carta Costituzionale.
Vincendo l’emozione, i giovani studenti bussesi hanno illustrato al presidente Mattarella l’attività didattica da loro svolta sulle libertà sindacali e sui diritti dei lavoratori, dimostrando di averne appreso i principi fondamentali contemplati dallo Stato democratico e ricevendo i complimenti per l’efficacia comunicativa di quanto realizzato e pubblicato con il Calendario.
«Quella di mercoledì scorso è stata una giornata indimenticabile per i nostri studenti e per noi insegnanti», ha affermato la dirigente scolastica Corazzini.
«Condividere con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella la Festa del 25 aprile è stato il coronamento più bello di un percorso didattico che ha dato agli studenti gli strumenti per comprendere appieno il valore della libertà e dei diritti civili e politici».
I ragazzi hanno potuto conoscere i luoghi dove i partigiani che si riunirono sotto lo stemma della Brigata Majella, combatterono a fianco dell'esercito e degli alleati per liberare l'Italia e soprattutto la vasta zona del Sangro Aventino, dove gli scontri furono particolarmente cruenti.
Walter Teti
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