Il dossier del Comitato scientifico: nove idee per far ripartire la regione

11 Agosto 2020

PESCARA. È un vademecum di 35 pagine il documento prodotto dal Comitato tecnico-scientifico abruzzese, diviso in nove maxi comparti, dalla formazione alle imprese, dai trasporti alle aree interne,...

PESCARA. È un vademecum di 35 pagine il documento prodotto dal Comitato tecnico-scientifico abruzzese, diviso in nove maxi comparti, dalla formazione alle imprese, dai trasporti alle aree interne, redatto da tecnici e professionisti e utile al rilancio di economia e territorio colpiti dal Covid. È stato presentato ieri nella sala consiliare del Comune di Pescara alla presenza del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, dell'assessore Emanuele Imprudente e del presidente del Cts abruzzese Benigno D'Orazio. Insieme a lui, alla redazione del documento hanno lavorato Giuseppe Mauro, Christian Corsi, Vincenzo Di Baldassarre, Pasquale Marchese, Rocco Micucci, Sandro Sala, Marco Fracassi, Donatella D'Amico e Daniele Giangiulli.
UNIVERSITÀ. Sostegno economico degli studenti, adeguamento delle strutture e investimenti nelle università e nella ricerca. Sarà importante contrastare il calo delle immatricolazioni, favorire l'inclusione degli studenti disabili, incentivare chi decide di proseguire il percorso dopo la triennale. Ma anche la digitalizzazione di aule e didattica, il potenziamento degli strumenti antisismici e l'adeguamento delle strutture al distanziamento sociale.
FORMAZIONE. L'Abruzzo ha evidenziato difficoltà nell'organizzare l'avvio del prossimo anno, con problemi nell'individuazione di spazi adeguati ad accogliere gli studenti con il giusto distanziamento. Per questo appaiono opportuni sgravi fiscali e finanziamenti volti a favorire lavori di edilizia scolastica leggera. Inoltre servono percorsi di formazione specifica capaci di creare figure professionali abili a trovare spazio nel mondo del lavoro.
SOCIALE. È il collante tra l'apparato pubblico e il cittadino, destinato a colmare i vuoti che il sistema ha lasciato durante la fase critica del Covid, evidenziando i deficit sociali e sanitari, tamponanti in parte dal mondo del volontariato. Occorrono strumenti di inclusione e formazione, strutture di welfare di prossimità nelle città con oltre 40mila abitanti, azioni a contrasto della povertà e il supporto alle manifestazioni di rilevanza culturale e sociale. Ma anche tirocini extracurricolari in un'ottica di collaborazione tra università e aziende, forme di collaborazione tra pubblico e privato e sportelli di ascolto.
BENESSERE. Ambiente, natura, enogastronomia, turismo culturale ed esperienziale e cura della persona. Sono questi i punti principali pensati per rilanciare l'interesse intorno alla regione Abruzzo, che prevedono, tra le altre cose, la riqualificazione e lo sviluppo di aree verdi e la caratterizzazione ambientale delle spiagge con la stabilizzazione delle concessioni. E ancora la promozione dei marchi dop, doc e igp, tour culturali ed enogastronomici, lo sviluppo di percorsi ciclabili e la creazione di poli specializzati nella cura e nell'assistenza personale. Spazio poi ai corsi di formazione professionale, il supporto alle attività imprenditoriali innovative e progetti di digitalizzazione.
MEDIE E GRANDI. Tra le misure più importanti troviamo gli incentivi all'innovazione tecnologica, lo sviluppo di smartworking, formazione e sicurezza di lavoro, rafforzamento di pmi e delle filiere abruzzesi, pagamenti immediati della pubblica amministrazione alle imprese, taglio dell'Irap e semplificazione degli appalti.
PICCOLE E MICRO. Partendo dal credito, servono garanzie per il sostegno di capitale circolante, la concessione di prestiti a medio e lungo termine o a fondo perduto, abbattimento dei tassi d'interesse e contribuiti a fondo perduto per gli operatori di esercizi turistici, artigianali, commerciali, industriali e per i lavoratori autonomi che hanno sospeso l'attività nel periodo marzo-aprile 2020. Inoltre, bonus per le assunzioni a tempo indeterminato, rafforzo del welfare aziendale e sgravi per le madri lavoratrici.
TRASPORTI. Sarà necessario predisporre una normativa per migliorare le infrastrutture strategiche, stimolare investimenti nel ciclo dei rifiuti urbani e nella depurazione e riutilizzo delle acque reflue, completare la copertura regionale della rete in fibra, ma anche connettere il sistema museale regionale a quello nazionale.
AREE INTERNE. Spopolamento, fuga dei giovani e difficoltà nella connessione sono i problemi maggiori per cui occorrono misure volte a rendere questi territori più attrattivi, imprenditorialmente ed economicamente, anche attraverso un piano regionale per i piccoli comuni, le aree rurali, montane e interne.
EDILIZIA. Snellimento delle procedure, contributi per l'abbattimento di barriere architettoniche, incentivi per la riqualificazione delle strutture ricettive e adeguamento post Covid possono essere alcune delle soluzioni.
«Il lavoro condotto dal Cts regionale ha dotato consiglio e giunta di una mappa strategica delle cose da fare», commenta Sospiri. «È un lavoro enorme che ci offre un quadro chiaro delle necessita per la regione. I nostri saldi economici non erano ottimi nemmeno prima della pandemia, adesso però la crisi ha accelerato il tutto. Dovremo lavorare scheda per scheda al fine di operare scelte determinanti per il futuro dell'Abruzzo e del medio Adriatico».