Il fucile recuperato a Ortona dei Marsi

26 Settembre 2017

PESCARA. Dopo l’omicidio di Antonio Bevilacqua, Massimo Fantauzzi, ha fatto perdere le tracce per otto giorni, fino a sabato scorso, quando si è consegnato a una pattuglia dei carabinieri che lo...

PESCARA. Dopo l’omicidio di Antonio Bevilacqua, Massimo Fantauzzi, ha fatto perdere le tracce per otto giorni, fino a sabato scorso, quando si è consegnato a una pattuglia dei carabinieri che lo stava cercando in campagna, a Montesilvano colle, dove i controlli erano sempre più pressanti. Una volta lasciata Montesilvano, Fantauzzi ha raggiunto Ortona dei Marsi (L’Aquila) e ha nascosto sotto terra il fucile da caccia usato per l’omicidio, un Beretta calibro 12 sovrapposto con la matricola cancellata a cui sono stati tagliati 14 centimetri di calcio e 34 di canna. I carabinieri lo hanno recuperato dopo l’arresto, in un terreno non distante dalla galleria di Cocullo dell’autostrada, e il prossimo passaggio sarà l’esame da parte del Ris di Roma che dovrà esprimersi in particolare sulla matricola.
In base a quanto appurato fino ad ora Fantauzzi non avrebbe avuto un supporto logistico, nella latitanza, ma avrebbe vagato per le campagne e si sarebbe riparato in luoghi di fortuna, oltre che nella boscaglia. A un certo punto si è disfatto anche della moto usata per la fuga, gettandola nel fiume Pescara, nel territorio di Cepagatti. E, sempre su sua indicazione, i carabinieri hanno recuperato anche quella, sabato pomeriggio. È possibile che da quel momento in poi si sia mosso a piedi, raggiungendo Montesilvano. Avrebbe deciso di consegnarsi perché, oltre ad essere sfiancato, ha avvertito la pressione esercitata dagli investigatori del Nucleo investigativo del Reparto operativo che hanno passato al setaccio casolari e case abbandonate, oltre ad eseguire una serie di perquisizioni, servendosi anche dei cani e con il supporto degli elicotteri. Incrociando una pattuglia ha gettato la spugna. Si è arreso e ha detto «Sono qua, sono io».
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