Il fuoco non si ferma, chiusa la strada

19 Settembre 2020

La montagna tra Bussi e Collepietro continua a bruciare, in cenere 200 ettari. Circolazione vietata lungo le Svolte di Popoli

BUSSI SUL TIRINO. Il bosco continua a bruciare, al confine tra le province di Pescara e L'Aquila. E ieri, seconda giornata di un incendio che non dà tregua ai vigili del fuoco, il fumo ha raggiunto la strada regionale 17, quella delle Svolte di Popoli, tanto da rendere necessaria la chiusura di un tratto, dallo svincolo dell’ospedale di Popoli fino all’ingresso di San Benedetto in Perillis. Una decisione, questa, presa nel tardo pomeriggio e dovuta alla scarsa visibilità lungo l’arteria, che avrebbe potuto creare problemi agli automobilisti. Anche ieri, come due giorni fa, è stata una giornata di lavoro intensa per i vigili del fuoco, impegnati anche con i mezzi aerei nelle operazioni di spegnimento del rogo che si è sviluppato giovedì, nelle prime ore della mattina, a Bussi, e ha raggiunto Collepietro, in provincia dell'Aquila, divorando ettari e ettari di terreno sulla cresta del monte Cornacchia e nei due valloni. La zona interessata è sempre più estesa, anche per il vento che nella giornata di ieri ha orientato le fiamme in un primo momento verso la zona di Bussi, e poi verso l’area aquilana di Collepietro. Se giovedì il bilancio era di 112 ettari andati in fumo, solo ieri mattina ne sono bruciati altri novanta, facendo salire drammaticamente il dato del danno ambientale. E anche ieri, dopo la nottata trascorsa a vigilare la zona, è stato indispensabile far arrivare Canadair ed elicotteri perché per i mezzi a terra non era semplice lavorare in quella zona impervia. In azione il personale dei vigili di Pescara e di Alanno - di cui fa parte anche il vice sindaco di Bussi Paolo Salvatore, al lavoro con i colleghi per questa emergenza entrambi i giorni - con i volontari di Popoli, oltre ai vigili dell’Aquila. E per contribuire allo spegnimento, i Canadair entrati in azione sono stati tre, più due elicotteri, uno dei quali era un Erickson, impegnati in una serie di lanci sulle fiamme che continuavano a sprigionarsi verso il cielo senza soluzione di continuità, aggredendo altri spazi. Ma nonostante l'intervento di questi mezzi lo scenario non è cambiato, tra fiamme e fumo, e rischia di essere lo stesso anche oggi.
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