Il galeone sarà tolto ma Eriberto avrà un busto in bronzo

Cordata di imprenditori pronta a finanziare 10mila euro La figlia del balneatore: va messo all’angolo di via Muzii
PESCARA. Il galeone di Eriberto, transennato da mesi perché pericolante, sarà rimosso. E non sarà sostituito dal busto dello storico balneatore scomparso nel 2008, perché la figlia, Anita Mastromattei, fa sapere che gradirebbe un’altra collocazione per la statua dello spericolato papà: lo sbocco sul mare di via Leopoldo Muzii, dove inizia la “passeggiata Eriberto” che si conclude in via Isonzo.
Intanto, per la realizzazione di un busto in bronzo occorrerebbero circa 10 mila euro e un pool di imprenditori capeggiati da Aldo Bertoni ed Ezio Romanelli gestori del Jambo e da Luca Cardano, titolare di Alcyone, ha dato la «disponibilità al finanziamento con il sostegno dell’amministrazione comunale».
La barca di Eriberto, posizionata dal balneatore davanti al Jambo circa una ventina di anni fa, è ormai ridotta a una carcassa di legno cadente, rifugio di disperati prima che fosse imprigionata dalle transenne e oggi anche aggredita dai topi. Ma chi si occuperà della rimozione della nave, e quando, non è ancora chiaro. Anita Mastromattei spiega che «la barca non appartiene alla mia famiglia e non era neppure di mio padre, che pure l’ha voluta su quel marciapiede accanto ai suoi stabilimenti ed è riuscito a realizzare il suo sogno con l'aiuto dell’allora assessore Carlo Masci. Ma appartiene a mio cugino Damiano Merlonetti il quale si dice dispiaciuto per la rimozione. Io lo capisco, ma purtroppo non si può fare altrimenti, perché non ci sono finanziatori per ricostruire il natante».
Se il galeone sarà rimosso, il busto del noto balneatore morto il 20 ottobre di otto anni fa in conseguenza di un investimento stradale, non lo sostituirà. «Preferirei», prosegue Anita Mastromattei, «che il busto di mio padre fosse posizionato sull’aiuola del marciapiede lato mare , allo sbocco di via Leopoldo Muzii dove inizia la passeggiata a lui intitolata. Avrebbe maggiore visibilità e sarebbe il luogo simbolo della sua vita. Perchè in quella zona, intorno alla chiesa di Sant’Antonio, papà è nato e ha iniziato la sua storia di balneatore con l’acquisto del lido Albatros, poi divenuto Eriberto».
Chi dovrà creare il busto e chi lo finanzierà?
«Con il vice sindaco Enzo Del Vecchio abbiamo concordato di creare un comitato allo scopo di indire un concorso pubblico nazionale riservato ai giovani artisti. I quali, sull’idea base di un busto con il volto di mio padre che soffia nella sua famosa conchiglia, dovranno dare sfogo alla fantasia per realizzare anche un basamento che dia l’idea del movimento e della dinamicità tipica di papà. Per esempio, un’onda o una coffa delle navi, su cui mio padre spesso saliva per soddisfare la sua mania di tenere tutto sotto controllo. Mi sono informata sui costi, un busto in bronzo si aggira sui 10 mila euro. Un primo preventivo con una cifra simile mi è pervenuto dall’artista Vittorio Pollio, che ha già realizzato il monumento ai caduti del porto turistico, e da scultori piemontesi. Hanno confermato il finanziamento, oltre ad Aldo ed Ezio del Jambo e Cardano dell’Alcyone, anche Vincenzo Marinelli, l’amministrazione comunale e un accenno di disponibilità mi è arrivato anche dal presidente Luciano D’Alfonso. In ogni caso», conclude Anita, «chiunque può contribuire mettendosi in contatto attraverso i social con me o con il Jambo».
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