Il Galilei in trasferta a Cambridge

18 Giugno 2015

I ragazzi protagonisti di uno studio sui fenomeni dell’elettromagnetismo

PESCARA. Trasferta a Cambridge in nome della fisica per i ragazzi del liceo scientifico Galilei (nella foto), protagonisti di un progetto trimestrale dedicato all'approfondimento teorico delle leggi relative ai fenomeni sull'elettromagnetismo e dei loro principi fisici oggetto di esperienze di laboratorio. Cambridge è stato l'ultimo gradino del “Progetto lauree scientifiche” curato delle docenti Rosa Zollo, per fisica e matematica, e Floro, insegnante di lingua inglese.

Necessaria e non meno importante la collaborazione dell'università dell' Aquila e del fisico Piero Di Carlo, la cui partecipazione ha reso possibile la sperimentazione e l'osservazione dei fenomeni, fornendo la strumentazione professionale e la grande competenza in materia. Gli incontri didattici hanno stimolato la curiosità delle migliori promesse studentesche verso la materia più cara all'istituto, che reca nel nome l'insigne ricordo del grande della fisica moderna.

Il corso si è concluso con l'incontro con il prof americano Bill Brune, studioso di ossidazione chimica dell'atmosfera, effettuando misurazioni in campagne di misura per poi modellare le misure con modelli fotochimici box. I ragazzi hanno così avuto la possibilità di approfondire gli studi affrontando questioni fondamentali della qualità dell'aria vicina alla superficie terrestre, gli effetti atmosferici di inquinamento globale nella troposfera media e alta, e della distribuzione dell'ozono nella stratosfera.

Inoltre, in Inghilterra i ragazzi hanno avuto anche l'opportunità di visitare il Faam (Meteoroly atmpsphere measurements, met office) all'università di Cranfield, che si occupa delle missioni aeree di misurazione dell'aria in Europa e nel resto del mondo. Dopo aver incontrato il gruppo di esperti che attuano le rilevazioni dei dati i ragazzi sono saliti sull'aereo, un vero e proprio laboratorio con strumenti appartenenti a diverse università europee ed extra europee, tra cui quella dell'Aquila, dove hanno potuto verificare il lavoro che viene svolto per monitorare l'inquinamento atmosferico nel mondo.