Il Green pass obbligatorio anche per andare a sciare

Le nuove disposizioni: si accede agli impianti di risalita con il certificato verde E nelle scuole la didattica a distanza adesso scatta solo in caso di zona rossa
Il Green pass sarà obbligatorio anche per raggiungere gli impianti sciistici. È una delle novità introdotte dal decreto convertito in legge in via definitiva dal Senato. In vista del prossimo inverno, quindi, gli amanti della neve dovranno fare i conti con i provvedimenti governativi emessi per la lotta contro il Covid. Ma il certificato verde disciplinerà la vita di tutti, in particolare dal prossimo 15 ottobre, quando entreranno in vigore le nuove disposizioni.
SUGLI SCI
CON IL GREEN PASS
Il decreto prevede la necessità di possedere il certificato verde sugli impianti di risalita. Il “Protocollo riapertura delle aree sciistiche e per l’utilizzo degli impianti di risalita”, firmato il 22 settembre a Milano dalla Federazione italiana sport invernali (Fisi), dall’Associazione nazionale esercenti funiviari (Anef), da Federfuni, Amsi e Colnaz, introduce già l’obbligo di Green pass per accedere agli impianti stessi, fissando la capienza delle seggiovie al 100 per cento, limitata all’80 se utilizzate con chiusura delle cupole paravento. Capienza ridotta all’80 per cento anche per cabinovie e funivie. Previsto, inoltre, l’obbligo di mascherine chirurgiche o Ffp2 negli spazi comuni e sugli impianti. Tra le altre misure stabilite, anche quella di favorire il più possibile la vendita online. I provvedimenti in Abruzzo riguarderanno una vasta area, considerato che si contano complessivamente novanta impianti sciistici tra i diciotto comprensori regionali.
TRASPORTI
Sul fronte trasporti si prevede l’obbligo di Green pass non solo per aerei, intercity, alta velocità, autobus e traghetti con collegamenti interregionali. Quindi il certificato è necessario sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza. Mentre l’esenzione del certificato nei traghetti interregionali non riguarderà solo la tratta dello Stretto di Messina ma anche i collegamenti da e per l’arcipelago delle Isole Tremiti.
SCUOLA
Altre novità interessano il mondo della didattica. A scuola l’opzione delle lezioni da casa (a parte i casi di quarantena) è prevista solo nelle zone rosse, in circostanze di «eccezionale e straordinaria necessità dovuta all’insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus o di sue varianti nella popolazione scolastica». È stata eliminata dal testo questa opzione per le zone arancioni. Da lunedì partirà il monitoraggio della circolazione del virus Sars-Cov2 su un campione di studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado in Abruzzo. L’iniziativa coinvolgerà complessivamente 1.142 studenti, di età compresa tra 6 e 14 anni, che ogni 15 giorni saranno sottoposti a test attraverso tampone salivare molecolare.
TEST SALIVARI
Va precisato, inoltre, che secondo quanto affermato nella circolare inviata ieri dal ministero della Salute che si allinea alle normative europee per Green pass, i test molecolari su matrice salivare sono validi ai fini della certificazione verde. I test antigenici su matrice salivare, invece, sono al momento esclusi dall’elenco comune europeo dei test antigenici rapidi validi per ottenere la certificazione verde Covid-19.
LE UNIVERSITÀ
Nelle università resta l’obbligo di tenere la mascherina anche quando alle attività didattiche partecipino studenti che sono stati tutti vaccinati o che siano guariti dal virus. Alla base di questa scelta c’è la natura delle comunità degli universitari: a differenza di quelli delle scuole, gli studenti universitari non sono suddivisi per classe, ma migrano all’interno degli atenei, cambiando spesso compagni di studio a seconda delle lezioni che devono seguire e dei luoghi dove vengono tenute.
MIGRANTI Si cerca poi di ovviare al problema degli immigrati irregolari presenti sul territorio muniti di tesserino Stp (Straniero temporaneamente presente), che dà diritto alle cure ambulatoriali urgenti e alla profilassi vaccinale. Finora le norme non prevedevano per loro il rilascio del Green pass dopo la vaccinazione. Ora è prevista invece l’assegnazione «ove possibile di una certificazione verde Covid-19 provvisoria o, in alternativa, un codice a barre personale in modo da garantire l’identificazione univoca della persona vaccinata anche mediante mezzi informatici». Il tutto per «garantire l’accesso alle mense e ai servizi sociali».

