Il M5S: Asl, perdita di 9,5 milioni

14 Agosto 2021

Pettinari denuncia: «Gestione inefficiente, ora la Regione spieghi il disavanzo»

PESCARA. «La Asl di Pescara segna una perdita di 9 milioni e 475mila euro. È questa la cifra che si evince dall’approvazione del bilancio d’esercizio consuntivo per il 2020». Lo denuncia il consigliere regionale del M5S Domenico Pettinari che ora invoca spiegazioni dalla Regione e dai vertici Asl: «Quando si parla di soldi pubblici dei cittadini non è permesso pressapochismo», dice.
«Anche nel 2020, come era accaduto per il 2019, la Asl chiude il proprio bilancio d’esercizio con un disavanzo. Chiariamo subito, non è il Covid il motivo di tale catastrofe. Nonostante dal bilancio si evince la volontà di far apparire l’emergenza sanitaria come causa di tutti i mali, leggendo i documenti voce per voce e svolgendo con attenzione i calcoli si delinea una realtà che va da tutt’altra parte», dice Pettinari. «Se da un lato il Covid-19 ha comportato delle spese impreviste a carico del bilancio della Asl, dall’altro lato dobbiamo constatare che nel 2020 il servizio sanitario pubblico di Pescara ha subito una drastica riduzione di ricoveri e prestazioni, dovuta alle chiusure attuate per contrastare la diffusione del virus. Se si analizzano le voci del bilancio, infatti, si rileva come nel corso del 2020 la Asl ha effettuato negli ospedali di Pescara, Popoli e Penne, 25.392 ricoveri ordinari e 5.153 ricoveri diurni, contro i 29.804 ricoveri ordinari e 6.269 ricoveri diurni del 2019. Parliamo di una riduzione totale di 5.528 ricoveri, che si traduce in una diminuzione dei costi a carico del bilancio 2020 di 8.704.134 euro, rispetto a quanto speso nel 2019. Altri dati», dice Pettinari, «che certificano la gestione inefficiente della Asl, che di fatto ha portato alla chiusura in perdita, si evincono dalle voci del bilancio Saldo mobilità, che si conferma in costante riduzione passando dai 36.987.000 euro del 2019 ai 29.050.000 del 2020, con una riduzione di 7.937.000 euro; prodotti farmaceutici ed emoderivati, che passa dai 86.825.000 euro del 2019 ai 91.357.000 del 2020, facendo registrare un aumento dei costi pari 4.532.000 euro, al netto dei costi sostenuti per l’emergenza da Covid-19».