Il mare d’Abruzzo arriva nelle scuole

Pepe e Sclocco: stanziati 300mila euro per inserire nei menu il pescato locale e per progetti di educazione alimentare
PESCARA. Pesce azzurro, vongole, cozze nelle mense scolastiche, purché pescati in Adriatico. Scade il primo ottobre a mezzogiorno il termine a disposizione dei comuni per partecipare al bando che porterà il mare d’Abruzzo nella dieta dei bambini che frequentano le scuole della regione. E non lo farà solo con l’inserimento del pescato locale nei menù scolastici, ma anche con progetti di eduzione alimentare destinati agli studenti perché acquisiscano la consapevolezza che la salute comincia da un corretto stile alimentare.
A presentare l’iniziativa, ieri, l’assessore regionale alla pesca, Dino Pepe, l’assessore all’istruzione, Marinella Sclocco, il direttore del dipartimento politiche dello sviluppo rurale e della pesca, Antonio Di Paolo, e la funzionaria Carla Di Lemme, oltre a rappresentanti della marineria abruzzese, della direzione scolastica regionale, di Slow Food e del presidente regionale dell’Anci, Luciano Lapenna.
Lo stanziamento complessivo ammonta a 300mila euro. Il finanziamento massimo ammissibile per ciascun comune è di 20mila euro.
500 IMPRESE DA 30 MILIONI. «Il nostro mare a scuola» è lo slogan scelto dall’assessore Pepe per presentare l’iniziativa. «Si tratta», ha detto, «di un progetto di educazione alimentare riservato ai nostri studenti, che mira anche a tutelare la filiera corta del mare, e non per ultimo, ha l’obiettivo di avvicinare il mondo della scuola alla marineria locale».
Un mondo, quella della marineria abruzzese, come la sottolineato l’assessore, del quale fanno parte 500 imprese per un fatturato annuo che raggiunge i 30 milioni di euro.
BENESSERE ALIMENTARE. «L’iniziativa», ha aggiunto Pepe, «punta a migliorare il benessere alimentare dei bambini attraverso il consumo di prodotti del pescato locale, e quindi a sostenere anche l’economia del mare. Se in agricoltura per parlare di filiera corta si usa l’espressione chilometro zero, in questo caso possiamo parlare di miglio zero». Ogni Comune potrà presentare una sola proposta progettuale relativa alle scuole dell’infanzia o primarie ricadenti nel proprio territorio. «Il cibo ha un grande potere: è salute, è storia e cultura di un popolo», ha detto Marinella Sclocco. Grazie al “miglio zero” la qualità del cibo aumenta, così come attraverso il racconto della marineria i nostri ragazzi scopriranno la storia delle loro città e della fatica del pescatore». I progetti, secondo quanto previsto nel bando della Regione, dovranno infatti prevedere una duplice azione: la sperimentazione della somministrazione del prodotto ittico locale, e attività formative di educazione alimentare .idonee a preparare e accompagnare gli alunni al consumo del prodotto ittico. Il 75% dei contributi serviranno a coprire le spese di somministrazione, il 25% per i progetti di educazione alimentare. La domanda deve essere presentata online sulla piattaforma della Regione.

